
L’Afro-Napoli nasce nel 2009 con l’intento di veicolare, attraverso lo sport, un messaggio sociale di fondamentale importanza in questo momento storico: l’antirazzismo.
Inizialmente l’associazione organizzava partite amichevoli includendo ragazzi migranti di prevalenza senegalese, in seguito la squadra ha iniziato a far parte dell’AICS, Associazione Italiana Cultura e Sport. Per partecipare al campionato gestito da quest’ultima, infatti, era necessario un solo documento e potevano dunque essere inclusi tutti; anche chi, essendo arrivato da poco in Italia, non era ancora provvisto del permesso di soggiorno.
Hanno iniziato ad ottenere quindi notevoli risultati arrivando nel 2014 a vincere il campionato regionale e quello nazionale.
Il 15 giugno, come ogni anno, la squadra ha organizzato un memorial in ricordo del compagno Valerio Basile, meglio conosciuto come “Spalletella”, toltosi la vita 5 anni fa. Da qui prende nome la Brigata Spalletella, la singolare tifoseria della squadra che, distinguendosi dalle altre, si fa promotrice di importanti messaggi sociali e politici che raramente vengono portati sugli spalti.
Lo stesso anno della morte di Spalletella la squadra si iscrive al campionato federale della FIGC ottenendo tre vittorie consecutive che la portano in promozione. L’Afro-Napoli ha ora appena concluso il suo primo anno nel campionato d’Eccellenza.
Velotti lavora con l’Afro-Napoli anche al di fuori del campo, nei centri d’accoglienza gestiti dall’associazione, ed è dunque costantemente in contatto con le tragedie vissute dai migranti durante quelli che loro stessi chiamano “viaggi della morte”.
«La nostra vittoria più bella è l’integrazione. Sono in molti a non averne colto il valore, in primis i politici. Il governo porta avanti discorsi razzisti, sarà difficile far capire che questa non è la strada giusta da intraprendere» sostiene ancora il capitano.

È stato un anno più difficile, invece, per la squadra femminile di calcio a cinque dell’Afro-Napoli, che ha subito la retrocessione dalla serie C1 alla C2.
«Questa stagione non è andata nel migliore dei modi ma speriamo di rimanere solo un anno in C2 e magari, nel minor tempo possibile, riuscire ad arrivare in A» afferma Giovanna Canale, membro della squadra. Con lei abbiamo parlato della tendenza del mondo del calcio a sottovalutare e a volte addirittura a scoraggiare la presenza femminile.
I mondiali femminili di quest’anno hanno garantito molta visibilità, spiega, anche se sono stati purtroppo presi di mira da diversi commenti volti a sottolineare le differenze tra il calcio maschile e quello femminile. «Sono due sport differenti, giocati in modo diverso a partire dalla tecnica dei soggetti.
Non c’è termine di paragone» sostiene la ragazza. «Per quanto riguarda l’Afro-Napoli ho visto molto impegno da parte della dirigenza per cercare di rendere la squadra femminile quanto più visibile possibile tramite gli open-day e i volantinaggi».
L’obiettivo dell’intera associazione ora è quello di continuare a diffondere i propri valori attraverso le conferenze nelle scuole e la visione del loro film documentario “Loro di Napoli”.
Il prossimo evento sarà poi ai primi di Settembre, in occasione dei 10 anni di attività dell’Afro-Napoli, a cui parteciperanno i giornalisti Anna Trieste e Sandro Ruotolo e lo scrittore Maurizio De Giovanni.
di Marianna Donadio
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°195
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