
L’Agenda 2030 è un documento che riunisce simultaneamente fini per uno sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà. Questi traguardi sono da realizzarsi entro il 2030 a livello globale e vede come protagonisti tutti i Paesi membri dell’ONU. Sono riassumibili in 17 obiettivi; il quarto tra questi fornisce delle linee guida per poter raggiungere un’istruzione di qualità.
L’educazione è una realtà che è parte integrante della nostra quotidianità ma che non appare così scontata e ovvia in altri Paesi del pianeta. Secondo i dati ONU, infatti, ancora oggi nel mondo 106 milioni di bambini non sanno né leggere né scrivere, oltre il 60% sono donne e vive in Paesi in via di sviluppo. Andare a scuola è un diritto e un dover sancito dalla nostra costituzione: tutti, senza alcuna distinzione, possono accedere alla scuola pubblica con l’obbligo di frequenza dai 6 ai 16 anni.
L’istruzione pubblica è però una conquista recente. Nel Medioevo essa veniva affidata solo alle istituzioni religiose e vi poteva accedere solo una piccola parte della popolazione. In seguito, nel Settecento, alcuni sovrani europei, come Maria Teresa d’Austria, capirono l’importanza dell’alfabetizzazione e pervennero con leggi e riforme per favorirla. In Italia, la scuola dell’obbligo venne istituita solo nel 1859 e prevedeva soltanto due anni di istruzione obbligatoria.
di Palmina Falco