
Amanda Gorman è una poetessa e attivista americana di Los Angeles, California. Il suo lavoro si concentra su questioni di oppressione, femminismo, razza ed emarginazione, nonché sulla diaspora africana. È la prima vincitrice del prestigioso National Youth Poet Laureate, un premio dedicato a giovani poeti e poetesse. Laureata in sociologia ad Harvard, a fine anno uscirà il suo primo libro: “Change Sings”. Amanda Gorman è una ragazza con disabilità, in quanto da bambina le hanno diagnosticato un disturbo dell’elaborazione uditiva, oltre a un disturbo del linguaggio, che non le permette una facile articolazione del discorso, e inevitabilmente la portano a inciampare sulla pronuncia di determinate parole e suoni.
Alla testata giornalistica Los Angeles Times ha dichiarato che la sua disabilità non è una debolezza, bensì l’ha resa “l’artista che sono e il narratore che mi sforzo di essere. Quando devi insegnare a te stesso a pronunciare i suoni, quando devi essere molto preoccupato per la pronuncia, ti dà una certa consapevolezza del suono, dell’esperienza uditiva”. Questa sua capacità di rendere le esperienze negative, in motori per andare avanti, l’ha portata fin qui, oggi, a interpretare “The Hill We Climb”, la poesia che ha finito di scrivere dopo l’attacco dello scorso 6 gennaio a Capitol Hill. E, che la resa la più giovane di sempre ad essere intervenuta dopo un insediamento presidenziale.
Il suo discorso è stato un vero e proprio inno alla fiducia nel prossimo e nelle differenze umane, che hanno altresì caratterizzato la cerimonia “Se vogliamo essere all’altezza dei suoi tempi, la vittoria non sta nella lama, ma in tutti i ponti che abbiamo creato – afferma la scrittrice -. Questa è la collina che scaleremo”. Un misto di speranza e senso di unione collettiva, e invita rappresentanti politici e cittadini a condividere valori positivi come la difesa del futuro e l’equità sociale, spronando inoltre a combattere ogni forma di discriminazione. “Anche se siamo stanchi – ha detto -, abbiamo provato che saremo per sempre vittoriosi legati insieme, non perché non conosceremo mai più la sconfitta, ma perché non semineremo mai più la divisione. Amanda Gorman ha cominciato a scrivere poesie per superare un problema di linguaggio (proprio come Biden). Proprio Amanda, la più giovane poetessa ad entrerà nella storia per essere testimonial ad un evento così importante, superando prima di ogni cosa tutte le sue difficoltà. Ha deciso di scrivere questa poesia per portare speranza e promuovere un senso di scopo collettivo, in un momento in cui gli americani stanno vacillando tra una pandemia mortale e violenza politica
di Grazia Sposito
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