
Nel 2020 si è registrata una diminuzione dei viaggi della speranza verso le regioni del Nord per quel che riguarda gli interventi relativi all’apparato cardiovascolare. In alcune strutture c’è stato persino un aumento degli interventi di TAVI (sostituzione delle valvole aortiche attraverso un catetere) . Tutto porta a pensare, quindi che i Campani abbiano preferito non rimandare gli interventi e si siano rivolti alle strutture presenti sul territorio, riscoprendo anche le eccellenze sanitarie della regione
In un certo senso, il Covid ha contribuito a far sì che i campani scoprissero l’altissimo livello delle strutture sanitarie nella loro regione. In questo modo si sono anche ridotti per ciascun paziente i tempi di attesa per le cure, senza calcolare la riduzione della enorme emorragia economica che la migrazione clinica determina. Secondo il Ministero della Salute, infatti, la fuga globale dal Sud fino a prima del Covid creava un giro d’affari di circa 4,3 mld di euro con Lombardia ed Emilia Romagna tra le regioni più “ambite”. Viceversa, tra le regioni che presentavano un saldo negativo, ossia che spendevano più per le cure fuori regione dei loro cittadini rispetto a quanto incassavano per i cittadini provenienti da altre Regioni, al primo posto c’era proprio la Campania seguita dalla Calabria con 280 milioni di euro e dal Lazio con 215 mln.
Di Redazione Informare
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