
La sua morte, che rischiava di finire nel dimenticatoio, non corre più questo rischio. Ad assicurarsi che Claudio viva ancora nella memoria storica della nostra città e del nostro Paese ci sono i fratelli, Livio e Rosanna, che nel 1998 hanno dato vita al “Comitato Claudio Miccoli”, per la diffusione dei valori universali della nonviolenza, e poi all’omonima associazione che ancora oggi si occupa di trasmettere ai giovani i principi del pacifismo e dell’ambientalismo.
Le due cose infatti, come ci spiega Rosanna Miccoli, presidentessa dell’associazione, vanno di pari passo. Il nucleo di entrambi i concetti è il bisogno di scegliere la vita, come ripeteva spesso Claudio, di scegliere di costruire anzichè distruggere.
“Alla morte di Claudio io avevo 16 anni” ci racconta Rosanna, “il dolore inizialmente è stata una cosa estremamente privata, poi abbiamo deciso di lavorare a questo progetto per dargli voce, perchè le idee non muoiono- dice ricordando le parole di Giovanni Falcone- ma continuano a camminare sulle gambe degli altri.”
Le abbiamo chiesto poi da dove si parte per combattere quella violenza di stampo neofascista che ha causato la morte di Claudio e che ancora oggi, basti pensare a movimenti come quello di Casapound, non è stata debellata.
“Oggi anche grazie ad alcuni politici stiamo assistendo a un risveglio di queste idee. La soluzione sta nel non dimenticare, nel parlarne sempre per evitare che la storia si ripeta. La violenza va arginata attraverso l’educazione alla pace e alla nonviolenza sin da giovani, negli adulti è più difficile scardinare certi ingranaggi.” afferma ancora Rosanna.
Le attività attraverso le quali i volontari dell’associazione si propongono di insegnare questi valori sono numerose. Ogni anno vengono organizzate, ad esempio, escursioni di una settimana nel parco nazionale d’Abruzzo, luogo assai caro a Claudio dove, al rifugio Forca Resuni, a quasi 2000 metri d’altezza, c’è una lapide con una sua poesia. L’associazione offre inoltre laboratori e concorsi di scrittura creativa e di fumetto, arrivando a pubblicare nel 2017 una raccolta, intitolata “la più bella vittoria”, di storie a fumetti sul tema della nonviolenza , compresa una iniziata da Claudio stesso. Nel 2018 poi è stato realizzato il progetto “La città della pacienza”, una mappa guidata tra i luoghi e le storie della nonviolenza a Napoli.
“Quello che cerchiamo di spiegare ai ragazzi è che la nonviolenza non è soltanto la negazione di qualcosa, non vuol dire non agire ma tutt’altro. Dichiararsi nonviolenti vuol dire scegliere sempre di agire seppure in un’ottica pacifista.” afferma la sorella di Claudio.
L’associazione nel corso di questi anni ha raggiunto molti obiettivi, tra le pubblicazioni e la strada initolata a Claudio nel quartiere di Poggioreale, e sono tanti ancora i progetti in cantiere, frutto del coraggio di chi ha saputo trasformare una tragedia in un grande gesto di altruismo. “Nietzsche affermava che i dolori che non ci uccidono ci rendono migliori, io non so se il nostro lutto ci ha reso migliori- conclude Rosanna- ma sicuramente ci ha dato la spinta e la carica per essere qui ora.”
di Marianna Donadio
Negli ultimi anni il pubblico italiano ha cambiato in modo profondo il proprio approccio all’intrattenimento digitale. Non ...
Probabilmente anche tu, come tanti altri, sblocchi il telefono decine di volte al giorno, apri sempre le stesse poche app e t...
Oggi, molte persone si sentono sole anche quando sono circondate da altri. E, purtroppo, questo vale anche per chi vive sotto...
I suoni all’interno dei giochi digitali strutturano il ritmo e aiutano ad orientarsi anche nei momenti più dinamici. Nell?...