
Duecentosettantuno candidati al “Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali”, hanno presentato, in data 17 aprile 2019, un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, curato dagli avvocati Pierpaolo Dell’Anno e Giuseppe Murone, avente ad oggetto circostanze relative all’espletamento dello stesso.
Infatti, lo svolgimento della prova scritta ha presentato degli evidenti elementi di criticità che minano la legittimità della procedura utilizzata dal Miur. L’esposto “sottopone all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria plurime violazioni regolamentari, ridondanti in vantaggio di pochi in danno di tanti”. In particolare, tra le irregolarità segnalate:
Lo stesso giorno dell’esposto la Direzione Generale per le risorse Umane del Miur ha pubblicato l’elenco nominativo dei 50 candidati al concorso per dirigenti amministrativi riportando espressamente anche i voti conseguiti nelle due prove scritte. Ai candidati del Concorso Ds è stato invece riservato un trattamento ben diverso: il 27 marzo il Ministero ha pubblicato l’elenco nominativo dei candidati ammessi senza riportare il voto conseguito, peccando evidentemente di trasparenza. Tuttavia, il decreto precisava che il voto sarebbe stato comunicato esclusivamente a ciascun candidato ammesso, tramite posta elettronica; ma i candidati sono ancora in attesa. Altra promessa infranta, quella di poter visionare, attraverso la piattaforma POLIS presente sul sito web del MIUR, il proprio elaborato, la griglia di valutazione e il verbale delle operazioni relative alla correzione.
Finora, i risultati sembrano essere stati assorbiti da un buco nero, insieme alle richieste d’ascolto dei candidati arrabbiati e delusi provenienti da tutta Italia.
“Gli esponenti hanno richiesto, alla stregua di ogni opportuno approfondimento investigativo, anche di carattere tecnico, e previa acquisizione di ogni utile incartamento concorsuale, che venga svolta ogni più incisiva indagine volta ad accertare le eventuali responsabilità penali correlabili alle violazioni e ai vantaggi in oggetto. Ciò allo scopo di comprendere le ragioni per le quali si sia inteso connotare di permeante oscurità un concorso pubblico improntato per legge ai parametri di legalità e trasparenza e determinare evidenti e inaccettabili disparità di trattamento tra i candidati. Gli esponenti intendono fornire il proprio contributo agli inquirenti nell’accertamento della verità, anche per il tramite dell’espletamento di attività investigativa difensiva, e desiderano estendere a quanti si trovano nella stessa posizione la possibilità di costituire voce unica e condivisa”.
Si attende che il Ministero fornisca spiegazioni a riguardo e che si ponga rimedio alle tante irregolarità che hanno viziato il concorso. Pochi giorni fa, un avviso del Miur ha comunicato che “a partire dall’ 8/5/2019 i candidati che hanno sostenuto la prova scritta potranno prendere visione del proprio elaborato”. Per molti, però, sarebbe comunque troppo tardi: si preparano i ricorsi al Tar.
di Giorgia Scognamiglio
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