
Tra le tante (troppe?) realtà social dedicate alla divulgazione letteraria, poche si distinguono per qualità e originalità del concept, limitandosi a trattare nuove uscite delle grandi case editrici, per lo più romanzi, e a volte grandi classici. Non appartiene a questo marasma un piccolo gioiello social, la pagina Instagram Rivista Matrioska, al momento una delle poche pagine di divulgazione seria e fuori dai grandi circoli editoriali. Un tipo di divulgazione che fa della qualità e dell’organizzazione quasi “scientifica” il proprio punto forte. Lo stesso creatore, Sem Behfar, ci scrive: «ho pensato potesse essermi utile e divertente provare a creare dei ‘percorsi di lettura’ simili a delle collane editoriali. Non saprei dire esattamente quanto un taglio scientifico possa essere proficuo nell’ambito della divulgazione letteraria, però credo fortemente sia importante saper orientare correttamente i propri stimoli, soprattutto ora che risulta possibile aver accesso ad un numero pressoché illimitato di fonti».
La pagina è divisa in più percorsi o collane, ognuna dedicata ad un tema, ad un genere o ad una nazione. Ognuno di questi percorsi è composto da post, graficamente molto curati, che riproducono le copertine. Nella descrizione, troviamo citazioni salienti dal libro e un piccolo commento ad opera dello stesso gestore della pagina, che ci aiuta ad entrare nello spirito e nelle tematiche del testo. Ciò che colpisce è però la varietà: abbiamo collane di poesia, di letteratura scientifica, di saggistica, di filosofia, e ovviamente di romanzi. Il tutto senza alcun limite culturale: troviamo testi dal mondo arabo, fino alla Persia e al Tibet e alla Cina, all’insegna di un multiculturalismo che cerca di includere testi anche poco conosciuti in Italia, come ci spiega lo stesso Sem: «ci sono diversi studi che dimostrano come siamo inclinati a dare maggior peso alla cultura in cui siamo nati e cresciuti rispetto alle altre, e solo attraverso le esperienze di vita (come viaggi ed incontri) o lo studio di ciò che ci appare distante o diverso riusciamo a godere e beneficiare di questa variabilità. Essendo nato e cresciuto in Italia ma di origine persiane, probabilmente sono stato portato fin dalla più tenera età a dare attenzione a tutte le culture con cui riuscissi ad entrare in contatto. Infine, credo la nostra generazione abbia una grossa occasione nel poter accedere a milioni di testi differenti provenienti da ogni luogo e tempo e che questa occasione debba ancora essere sfruttata appieno».
Una delle collane più rappresentative della pagina è sicuramente “Consigli ad un giovane poeta”, il cui nome si ispira alle celebri “Lettere ad un giovane poeta” di Rainer Maria Rilke. Si tratta di una raccolta di testi piuttosto eterogenei tra loro, che vorrebbero fungere da guida letteraria e spirituale per coloro che si avvicinano alla poesia. Così ce la racconta il suo stesso autore: «“Consigli ad un giovane poeta” è effettivamente uno dei percorsi a cui sono più legato essendo innanzitutto amante della poesia, ma soprattutto perché figlio di numerosi ‘fallimenti’: nel corso della mia vita universitaria bolognese più volte mi è stato chiesto da amici e/o conoscenti con ambizioni poetiche una lista di libri da leggere e spesso mi rendevo conto che, dopo un iniziale entusiasmo, nella stragrande maggioranza dei casi poi mi veniva riferito un blocco o comunque un disinteressamento verso la poesia. Ragionandoci, mi resi conto che il mio stesso amore per la poesia fu stimolato enormemente dalla lettura di diversi generi letterari, come saggi critici, epistolari e corrispondenze, diari, letteratura di viaggio, quaderni di traduzione. Da qui la decisione di costruire una serie di titoli che contenesse e integrasse i suddetti generi. Esulando dal difficile compito di definire cosa sia poesia se dovessi istintivamente definirla in una sola parola, ti direi qualità. La poesia è una qualità».