
Materialmente a produrre le mascherine è stata l’azienda tessile ‘Corsair Srl’ dei fratelli Giovanni e Rosario Coppola che – visto la drammaticità del momento – non ha fatto mancare il proprio contributo. Pochi sanno che nei penitenziari è presente l’area sanitaria, un’eccellenza con dirigenti, medici e infermieri che devono far fronte quotidianamente alle tante problematicità sanitarie e di assistenza per gli ospiti dei penitenziari. Lo sa bene Tueff, nome vero Federico Flugi che da anni presta servizio a contatto proprio con i detenuti. Lavoro impegnativo e di responsabilità che spesso è sinonimo di precarietà. Un esempio emblematico è la vicenda dei 50 tea infermieri professionisti, tecnici e operatori socio assistenziali suddivisi tra i penitenziari di Poggioreale e Secondigliano che aspettano da anni una stabilizzazione, come tra l’altro prevede la legge Madia al comma 2, e continuano ad operare con prestazioni da liberi professionisti a partita iva e senza alcuna tutela personale.
La donazione delle mascherine costituisce un segnale importante in un momento di forti tensioni nel mondo carcerario e in particolare a seguito dell’epidemia da Covid 19 che ripropone con tragicità la condizione dei detenuti reclusi. per il garante Ciambriello:”piccole cose dal valore non quantificabile, perché la solidarieta non è solo donare,ma lottare contro le diseguaglianze.”
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