
Il 16 settembre alle ore 12, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto promosso da A Sud e sostenuto da Fondazione Haiku e Fondazione con il Sud per rimettere al centro il diritto alla salute
Senza giustizia sociale non si potrà mai parlare di risanamento o di bonifiche, così come non potrà mai esserci una vera rigenerazione territoriale se continueranno a mancare cure e sostegno a chi vive sulla propria pelle l’eredità tossica della terra dei fuochi.
Da questa consapevolezza nasce Veritas 2.0, il progetto promosso dall’organizzazione ecologista A Sud insieme alla cooperativa P.A.S.S. (Progettazione Ambiente Salute Sociale), con il finanziamento di Fondazione Con il Sud e di Fondazione Haiku Lugano, con la collaborazione dei comitati locali e delle associazioni ambientaliste di Napoli e di tanti comuni dove la terra brucia ancora.
Terzo settore, movimenti sociali e cooperative hanno scelto di camminare insieme per costruire un percorso di giustizia sanitaria tra le province di Napoli e Caserta, nei luoghi che ancora oggi portano i segni di decenni di sversamenti illeciti e roghi tossici, con un impatto pesante sul suolo, aria e acqua.
Il progetto raccoglie e rilancia un lavoro avviato quasi dieci anni fa. Già nel 2019 A Sud, insieme alla Rete di Cittadinanza e Comunità della Campania e con il sostegno di Fondazione Con il Sud, aveva promosso la prima edizione del progetto Veritas, un intervento pilota che attraverso test tossicologici su un campione di pazienti oncologici residenti nella Terra dei Fuochi aveva rilevato la presenza di metalli pesanti nel sangue, offrendo uno dei primi riscontri scientifici alla correlazione tra esposizione ai contaminanti ambientali e l’aumento dell’insorgenza di gravi patologie.
Veritas 2.0 riprende quel filo, trasformando l’evidenza scientifica in una presa in carico dei pazienti e in strumenti di monitoraggio e di partecipazione civica.
Napoli è la provincia italiana con la maggiore mortalità evitabile e un’aspettativa di vita al di sotto della media nazionale; nell’area di Napoli e Caserta l’incidenza dei tumori resta stabilmente superiore alla media del Paese. Lo studio eseguito dall’Istituto Superiore di Sanità per la Procura di Napoli Nord nel 2021 ha individuato quasi 2.750 siti di smaltimento, nove su dieci privi di autorizzazione o di controlli adeguati.
A questo quadro si aggiungono una disoccupazione che sfiora il 20% e una povertà assoluta oltre il 12%, mentre la Campania si conferma tra le regioni italiane con la più alta mobilità sanitaria verso altre regioni, come confermano anche gli studi di Fondazione Gimbe sugli squilibri territoriali secondo cui in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si concentra il 95,1 per cento del saldo attivo della mobilita’ sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove Sul versante opposto, a pagare il prezzo piu’ alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2 per cento del saldo passivo
È in questo contesto, e a un anno e mezzo dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del gennaio 2025 – che ha riconosciuto la violazione del diritto alla salute da parte dello Stato italiano per le carenze informative, preventive e di tutela nella Terra dei Fuochi – che si inserisce Veritas 2.0. Il progetto sviluppa un modello di giustizia sanitaria e ambientale fondato sull’integrazione tra assistenza, conoscenza e partecipazione civica, per rafforzare i servizi territoriali e sostenere le comunità nella difesa del diritto alla salute.
Tre anni di progetto in cui le pratiche della società della cura diventano l’occasione per aprire uno sportello sanitario, realizzare un’inchiesta partecipata, un corso di formazione per operatrici e operatori sanitari e condividere una piattaforma di monitoraggio dei siti contaminati.
Ad Acerra, uno degli epicentri della terra dei fuochi, Veritas 2.0 sosterrà un servizio di assistenza socio-sanitaria che intende affrontare il cancro non solo come una storia clinica o un destino personale, ma come un fatto sociale, dentro un percorso di cura che tenga conto degli ostacoli materiali, dei divari territoriali e delle prevaricazioni che la malattia amplifica e inasprisce. Lo sportello è pensato per diventare un punto di riferimento per operatori sanitari, caregiver e cittadini, con un approccio che intreccia le cure oncologiche a informazioni ambientali legate alle esposizioni degli inquinanti.
Il progetto coinvolgerà direttamente i pazienti oncologici in una ricerca sociale che restituirà bisogni ed esperienze utili per orientare politiche pubbliche capaci di rispondere ai bisogni di questa parte di Campania segnata dal saccheggio ambientale. Proprio i luoghi tossici saranno al centro della piattaforma georeferenziata predisposta dall’equipe di ricerca di Veritas 2.0: una mappa dei siti contaminati pensata per essere utile alle associazioni locali e ai comitati, oltre che una banca dati indipendente da incrociare con i percorsi istituzionali, con le ricerche pubbliche e come documentazione da includere nelle azioni intraprese dopo la sentenza Cedu.
Complessivamente, Veritas 2.0 raggiungerà circa 660 pazienti oncologici e caregiver nelle aree SIN e SIR della Terra dei Fuochi come beneficiari diretti, e circa 1.000 beneficiari indiretti tra familiari, operatori socio-sanitari, personale delle cooperative e cittadini coinvolti nelle attività di orientamento e informazione.
A rendere possibile questo lavoro di monitoraggio sarà anche la collaborazione con i comitati locali che da anni, spesso in solitudine e senza il sostegno delle istituzioni, denunciano sversamenti illeciti, roghi tossici e un sistema di potere che ha scelto di negare i diritti fondamentali alla popolazione. Il diritto a un ambiente salubre, il diritto a essere informati sui rischi a cui si è esposti, il diritto a cure e prevenzione adeguate. Sono le stesse carenze che la sentenza della CEDU ha attribuito allo Stato italiano, riconoscendo con un atto giuridico ciò che i comitati sostengono da tempo attraverso l’osservazione diretta del territorio.
«Con Veritas 2.0 vogliamo affermare un principio semplice ma finora troppo spesso disatteso: la salute delle persone e la salute dei territori non si possono curare separatamente», dichiara Laura Greco, presidente di A Sud. «Nella Terra dei Fuochi la giustizia sanitaria non può limitarsi all’assistenza clinica. Dobbiamo restituire alle comunità gli strumenti per conoscere ciò che le circonda. Bisogna anche pretendere che lo Stato risponda degli obblighi che la stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riconosciuto violati. È così che si concretizza la rigenerazione territoriale: con un modello che tiene insieme cura, conoscenza e diritti. Un modello che vogliamo costruire insieme alle persone che ogni giorno vivono su questo territorio le conseguenze di un saccheggio ambientale».
La conferenza stampa di presentazione si terrà martedì 16 settembre, all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli ci sarà la conferenza stampa di presentazione di Veritas 2.0
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