
A novembre 2024 è uscito “Il palazzo rosso all’ultimo piano”, primo libro di Carlotta Contina, una nuova voce nel panorama letterario partenopeo. La sua prima avventura letteraria vede come protagonista la Napoli del secondo ‘900 attraverso le vicende di Pina, nonna dell’autrice. Edito da Progetto Cultura, il libro consiste in una raccolta di racconti che si sviluppano nel cuore della città durante un’epoca segnata dal boom economico, “dalle prime industrie di Bagnoli e da una vibrante speranza verso il futuro”.
Carlotta Contina, classe 1998, è nata a Napoli, città che rappresenta il punto di inizio della sua esperienza e del suo modo di guardare le cose. A vent’anni si trasferisce a Milano, dove si è laureata in Mercati e Strategie d’Impresa e ha conseguito un master in Management dell’Arte e della Cultura. “Il palazzo rosso all’ultimo piano” segna l’inizio della sua avventura letteraria. Avvicinandosi al mondo della scrittura, si è appassionata al racconto di storie che diventano percorsi di vita.

In “Il palazzo rosso all’ultimo piano” c’è come sfondo la Napoli degli anni del secondo ‘900. La protagonista è Pina, la più piccola di sette fratelli. L’ispirazione per la storia viene dall’esperienza di vita della nonna dell’autrice: la memoria familiare si trasforma, dunque, in racconto letterario. Da bambina, Pina cresce in un piccolo e assolato appartamento, che affaccia sul lungomare flegreo, nel quartiere di Bagnoli. La famiglia della bambina è segnata dal lutto. Dopo la morte della madre, il padre Manfredi e la vecchia zia Ghita si occupano di crescere gli otto bambini.
Il libro segue la storia personale di Pina, ma parla, in qualche modo, anche della storia e della crescita della città. Mentre Pina vive la sua infanzia e si avvicina all’adolescenza, Napoli è alle prese con la sua ricostruzione. Mentre il boom economico investe tutto il paese, “nascono e crescono industrie e mestieri, si ricostruiscono le città, le persone riprendono il controllo delle proprie vite, c’è fiducia nel futuro”. Su questo sfondo, in un’atmosfera dai toni speranzosi e fiduciosi, Pina si abbandona a due grandi amori che segnano la sua vita, in modi diametralmente diversi. Da un lato, vive un amore passionale, accecante e stringente; dall’altro un affetto “che ricostruisce, che rinsalda, che libera”.
All’ultimo piano di un palazzo rosso, uno di quei tipici palazzi della zona flegrea, arrivati sbiaditi ai giorni d’oggi, Pina riesce “in un’impresa assai rara“: nelle parole dell’autrice, la donna vive la sua vita capace di una leggerezza che è ben lontana dalla superficialità. Anzi, una leggerezza che, in virtù della sua natura, è capace di profondità. Così prendono forma le vicende di Pina, raccontate da chi l’ha ascoltata più e più volte. Attraverso l’esperienza della protagonista, “Il palazzo rosso all’ultimo piano” racconta una storia di crescita, “tra i colori e le contraddizioni della sua città”.
