
In una società come la nostra, in cui il tempo scorre frenetico, sono i bambini a parlarci di bellezza. Il “sentimento del bello”, per dirla alla Kant, che dà senso alle cose e ci permette di osservare l’armonia di un oggetto o di un paesaggio. Impararla e interiorizzarla significa guardare il mondo con i loro occhi. Meravigliarsi del groviglio di colori e luci che ci avvolge, stupirsi guardando una farfalla o un aereo, alzare gli occhi al cielo per dare una forma alle nuvole. Ma anche amare la vita, sognare l’impossibile e scoprire nuovi orizzonti.
Forse è tutta una questione di tempo. Per i bambini il tempo scorre più lentamente. La scienza dice che uno dei motivi è il ritmo con cui il cervello vede, ovvero il numero e la frequenza delle immagini scandite dal battito di ciglia. Via via che passano gli anni, i movimenti rallentano e il numero di nuove immagini elaborate dal cervello nello stesso lasso di tempo si riduce, per cui si ha la sensazione che il tempo trascorra più velocemente.
In certi contesti, però, (può essere una famiglia, un quartiere, una città, un Paese) si è costretti a crescere più in fretta che altrove e si finisce per essere inglobati nel corpo di un adulto e nelle sue “brutture”, nei discorsi stereotipati privi di bellezza che lasciano credere che non ci sia altro mo(n)do possibile.
Il nuovo progetto messo in campo dall’associazione Miniera dei Quartieri Spagnoli tenta di inserirsi in questo spazio di lotta, tra la persistenza del brutto e la riscoperta del bello. In un periodo difficile, quello della pandemia da Covid-19, che ha inevitabilmente rallentato i lavori.
«Vorrei cominciare a guardare con altri occhi tutte queste cose a cui la gente scocciata di guardarsi attorno ha fatto perdere luce e anima». Comincia così il promo del nuovo film, “Quartieri nascosti”, che vede la partecipazione in prima persona di alcuni adolescenti dei Quartieri, sia davanti che dietro le videocamere: nella recitazione, nelle riprese, nel montaggio, nella sceneggiatura dell’opera.
“Un gruppo di adolescenti, grazie alle richieste di una donna, scopre un’antica targa ai Quartieri Spagnoli e, cercando di decifrarla e interpretarla, saranno catapultati, attraverso dei racconti, indietro nel tempo, dal 1624 fino alla seconda guerra. Un viaggio temporale emozionale alla scoperta di un lato nuovo ed affascinante dei Quartieri, i #QuartieriNascosti” – si legge sulla pagina Facebook dell’associazione.
«All’inizio non ero troppo convinto, per il fatto che fosse un lavoro recitato» – racconta Fabio. Una novità per Miniera, finora lanciatasi in progetti che per lo più si limitavano a documentare la realtà con fotografie, interviste e video-testimonianze. «Poi però ho capito che il progetto parte proprio nel girarlo il film.» – continua – «I ragazzi stanno scoprendo aspetti dimenticati del loro quartiere e la sua storia.»
Nuovi orizzonti e strade alternative, che altrimenti non avrebbero avuto modo di guardare e come loro neppure gli altri abitanti dei Quartieri, delle periferie delle città e del mondo. Per “mancanza” di tempo.
Un’altra storia di bellezza, “Loro di Napoli”, che racconterà di Eduardo di Napoli, il giovane imprenditore del quartiere Sanità che ha creduto in un altro mo(n)do possibile, quello in cui gestire un’attività non costringe a fare compromessi con la criminalità organizzata. Ha sfidato i clan rifiutandosi di pagare il pizzo, li ha denunciati e ne è uscito vincitore, pur con un bar bruciato e l’omertà di chi nella bellezza non crede più.
PEPPINO: Sai cosa penso?
SALVO: Cosa?
PEPPINO: Che questa pista in fondo non è brutta. Anzi.
SALVO [ride]: Ma che dici?!
PEPPINO: Vista così, dall’alto …[…]
PEPPINO: E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ‘ste fesserie … bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci?
SALVO: [perplesso] La bellezza…
PEPPINO: Sì, la bellezza. È importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto.Dal film “I cento passi”
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