
La notte che cambiò la sua vita
Era la sera del 20 settembre 2020 quando a Sant’Antimo Gaetano Barbuto Ferraiuolo, 21 anni, fu colpito alle gambe con dei colpi di arma da fuoco, da individui tuttora ignoti, rischiando di perdere la vita, dopo una lite sulla viabilità.
Le ferite riportate resero necessarie l’amputazione degli arti inferiori ed una lunga degenza in ospedale. Il ragazzo dopo essere stato ferito fu trasportato all’ospedale di Frattamaggiore per poi essere trasferito al Vecchio Pellegrini dove gli furono amputate le gambe. Durante la riabilitazione si presentò poi un’infezione per la quale ha dovuto subire un ulteriore intervento al Cardarelli. Il 22 dicembre 2020 Gaetano è finalmente tornato a casa.
La fine della degenza ospedaliera non ha, però, coinciso con la conclusione delle sofferenze del giovane di Sant’Antimo. Infatti, nonostante i suoi numerosi appelli e quelli dei familiari, nessuno dei suoi amici, e nessun altro concittadino, si è fatto avanti per testimoniare e/o rilevare informazioni preziose che avrebbero potuto dare una svolta alle indagini e cosi, dopo aver inizialmente individuato i tre presunti aggressori la Magistratura li ha scagionati e rilasciati.
“Nonostante i tre presunti aggressori, che erano stati da me identificati, siano stati scagionati e liberati, io ho molta fiducia nella giustizia e nei magistrati, la verità verrà a galla. Il mio pensiero va anche a Simone Frascogna, il 19enne ucciso a coltellate la sera del 3 novembre a Casalnuovo. Viviamo in una società in cui io che ho rischiato di morire e sono senza gambe mi devo sentire una persona fortunata.
Oltre a tutto quello che ho vissuto e sto vivendo, ciò che mi fatto molto male è stato il comportamento dei miei amici, quelli con cui sono cresciuto. Nessuno si è fatto avanti, nessuno ha parlato, non mi sono stati vicino, mi hanno lasciato solo. Per fortuna ho avuto la mia famiglia che mi sta aiutando a superare questo momento di grave difficoltà.
Ringrazio tutti i medici e il personale sanitario che non mi ha mai abbandonato. Si parla tanto male della sanità campana ma a me i medici hanno salvato la vita, per questo non smetterò mai di dire grazie a tutto il personale sanitario che mi ha assistito in questo mio percorso di guarigione e di riabilitazione. Durante la mia degenza in ospedale non ho mai avuto paura della morte ma ho avuto una grande paura di non rivedere mai più la mia famiglia, che mi stata molto vicino, è stata la mia salvezza e questo ha creato un legame ancora più forte tra noi. I miei amici invece da quella tragica sera sono spariti, nessuno di loro si è fatto avanti, per raccontare la giusta visone della vicenda per denunciare gli aggressori. Sono molto amareggiato e deluso.” – raccontava Gaetano dopo aver finalmente abbandonato le stanze d’ospedale.
Lo scorso 11 febbraio, il 21enne privato degli arti inferiore ha ricevuto uno scooter elettrico per aiutarlo nella mobilità in strada. A donare il veicolo elettrico è stato un cittadino di Milazzo, originario di Desenzano del Garda, il Sig. Alessandro Bernardini: “Avevo questo scooter elettrico in garage, apparteneva ad un mio zio, così ho voluto donarlo a qualcuno che ne avesse necessità e sono venuto a conoscenza della storia di Gaetano.”.
A luglio, invece, è partito per Bologna per affrontare in un centro specialista un percorso riabilitativo che lo riporterà a camminare. “Mi piange il cuore nel vedere mio nipote dover prendere un treno seduto su una carrozzella e sollevato da un carrello, quando prima poteva prenderlo come fanno tutti. La vita di tutti noi è stata stravolta da quel maledetto settembre. Da allora, a distanza di 10 mesi, le cose non sono cambiate, ancora non è stata fatta giustizia, non ci sono ancora dei colpevoli.” – aveva raccontato Rosaria Barbuto, zia di Gaetano, il giorno della partenza per Bologna.
La vicenda di Gaetano ha fatto sì che intorno al ragazzo si creasse tanta solidarietà. E’ stata infatti creata una raccolta fondi: https://www.gofundme.com/f/aiutiamo-gaetano-a-tornare-a-camminare che possa consentire alla famiglia del ragazzo di poter acquisire delle gambe bioniche presso un centro specialistico di Bologna che daranno a Gaetano la possibilità di tornare a camminare e recuperare una quasi totale mobilità rispetto a quella molto limitata offerta dalla protesi che l’Asl mette a disposizione in questi casi. La cifra richiesta è di circa 100 mila euro.
Sin dall’inizio della vicenda è stato soprattutto Il Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli, esponente di Europa Verde, ad offrire supporto e sostegno, non soltanto morale, a Gaetano e alla sua famiglia, lanciando e proponendo a più riprese alla raccolta fondi, fungendo da intermediario per la donazione della carrozzina e soprattutto non facendo mai calare l’attenzione sull’ingiustizia subita dal 21enne.
“Lanciamo un appello ai magistrati: c’è esigenza e fame di giustizia per Gaetano, la sua famiglia e per tutte le vittime della violenza. Gaetano deve assolutamente tornare a camminare, sarebbe la rivincita di tutta la gente onesta nei confronti della violenza e della criminalità ma allo stesso tempo i suoi carnefici devono essere assicurati alla giustizia” – le parole urlate a gran voce da Borrelli in più occasioni.
È possibile che non ci sia nessun colpevole per una vicenda che ne ha senza dubbio perlomeno uno? Se la giustizia non compie il suo percorso (per intero) allora il colpevole dovrà essere per forza di cosa Gaetano. colpevole di essere stato nel luogo, nel momento, e purtroppo, nella società sbagliata. Se funziona così, lo siamo o lo saremo tutti colpevoli.
di Fabio De Rienzo
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