
La Turchia ha ufficialmente presentato la propria candidatura per entrare a far parte dei Brics+. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan avrebbe rotto gli indugi, poiché ritiene declinante la centralità geopolitica dell’Occidente. I Brics sono un gruppo di economie emergenti formato inizialmente da Brasile, Russia, India e Cina, con l’aggiunta del Sudafrica nel 2010, e di Etiopia, Egitto, Iran ed Emirati Arabi Uniti nel 2024.
Ankara intende esplorare nuove alleanze anche a causa delle frequenti tensioni con gli alleati della Nato e della ormai arenata adesione all’Unione Europea. La questione potrebbe essere messa al vaglio dagli Stati membri durante il summit Brics a Kazan (Russia) del 22-24 ottobre 2024. Se la richiesta fosse approvata, la Turchia diverrebbe il primo paese dell’Alleanza Atlantica a unirsi al gruppo.
L’interesse della Turchia per il BRICS nasce in parte dalle sfide economiche che ha affrontato negli ultimi anni, come l’inflazione e la svalutazione della lira turca. L’ingresso nel gruppo potrebbe aprire nuove porte, consentendo al paese di accedere a mercati più ampi e a risorse finanziarie provenienti da altre economie emergenti, riducendo così la dipendenza dagli investimenti occidentali. In questo modo, Ankara potrebbe migliorare il proprio peso economico all’interno di un’ampia rete di nazioni in rapida crescita.
Un altro motivo cruciale risiede nell’indipendenza strategica. La Turchia ha infatti spesso cercato di affermarsi come attore autonomo sulla scena internazionale, evitando di allinearsi completamente alle dinamiche imposte dalle grandi potenze, in particolare tra Stati Uniti, NATO e Russia. Entrare nel BRICS offrirebbe una piattaforma alternativa per la cooperazione politica e la risoluzione delle tensioni internazionali, rafforzando la capacità di Ankara di muoversi con maggiore libertà nel contesto geopolitico.
Inoltre, l’economia turca sta sempre più orientandosi verso le regioni dell’Asia, dell’Africa e del Medio Oriente, aree che rappresentano mercati vitali per le esportazioni del paese. Essere parte del BRICS, che già rappresenta circa il 40% della popolazione mondiale e un terzo del PIL globale, permetterebbe alla Turchia di rafforzare ulteriormente i legami commerciali con queste regioni, cogliendo nuove opportunità economiche all’interno di un blocco di paesi in costante crescita.
l prossimo summit dei Brics si terrà a Kazan, capitale della repubblica Tatarstan, in Russia, nel mese di ottobre. Per la prima volta saranno presenti i cinque nuovi Paesi membri: Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Per il 2024 sono stati fissati tre obiettivi e con la crescita del gruppo potrebbero cambiare in modo significativo gli equilibri economici internazionali.
Gli obiettivi fissati sono: una maggiore collaborazione fiscale e doganale; aumentare il loro ruolo nel sistema finanziario internazionale e incentivare la cooperazione tra i sistemi bancari dei Paesi membri. Nell’ultimo vertice si era parlato anche della possibilità di creare una moneta unica, ma il processo richiederebbe tempi lunghi e non verrebbe realizzato nell’immediato.