
Fin da piccoli si ha la necessità di comunicare. S’inizia con il pianto dalla nascita, passando ai gesti e alle parole fino ad arrivare a compore espressioni e frasi di senso compiuto. Anche con poche parole si ha la necessità di comunicare. Nel mondo esistono diverse lingue ma alcune di queste fanno la differenza, perché permettono alle persone sordocieche di interagire. Proprio sul concetto di comunicazione ed integrazione si basa il progetto “La voce del silenzio” di cui ci parla la responsabile Lorenza Filantropico.
A chi è rivolto il progetto “La voce del silenzio”
«“La voce del silenzio” è rivolto ai pluriminorati sensoriali, pazienti nonché ospiti dell’associazione no-profit “ La lega del filo d’oro” con sedi di accoglienza e terapeutiche presenti su tutto il territorio nazionale. La sede storica si trova ad Osimo voluta fortemente dalla fondatrice Sabina Santilli».
In cosa consiste il progetto?
«Il progetto nasce dell’esigenza didattico-educativa di migliorare e motivare le capacità relazionali-comunicative degli studenti normodotati. Le scuole afferenti al progetto dovranno realizzare laboratori in virtù dei quali i destinatari possano comprendere con l’ausilio dei sensi residui (olfatto e tatto) un messaggio. Le attività laboratoriali mireranno alla concretizzazione di percorsi tattilo-plantari. Alla produzione di esperienze olfattive con essenze, spezie e/o altro. Al ricorso di processi comunicativi non verbali e non grafici come l’alfabeto Malossi e la comunicazione attentiva e alternativa».
L’obiettivo che vi aspettare di avere alla fine di questo percorso?
«Gli obiettivi sono porre gli studenti (i proponenti) in una condizione problematica reale e risolverla con i mezzi e le esperienze di cui dispongono e testare la capacità di autonomia e la facoltà di porsi come esperienza significativa ed umana di soggetti “speciali”».
di Emilio Pagliaro
Tratto da Informare N°188 Dicembre 2018
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