Ogni giornalista che si rispetti è sempre a caccia di una buona storia da raccontare e della notizia giusta da riportare. Talvolta, una storia resta più impressa nella mente e nell’inchiostro di altre e ieri ho ascoltato la mia, per cui oggi la scrivo.
Tutto parte dal mio paese natio: Giugliano. Un comune di 120000 abitanti che pur non offrendo un cinema ai suoi giovani (ma almeno una sala teatro adibita a tale, ottenuta con grandi sforzi), possiede qualcosa che lo contraddistingue: un popolo estremamente fedele alla sua SS. Madonna della Pace.
I giuglianesi, infatti, sono profondamente devoti e secondo alcuni questa fede deriverebbe dal culto di Iside, dea della fecondità, la cui venerazione fu molto diffusa a Cuma e nelle terre circostanti, nei secoli precristiani.
Sulla storia del ritrovamento di questa madonnina si narrano diverse leggende. La più probabile è che due contadini recuperarono la statua, nascosta tra i cespugli del lido di Cuma, poiché alcuni buoi avevano attirato la loro attenzione mostrandosi agitati. Gli uomini, trovandola, la presero e la portarono nella prima chiesa che incontrarono sul cammino: la chiesa dell’Annunziata.
Il simulacro in questione proviene da Bisanzio, caduta nel 1453 sotto le armate turche di Maometto II e, con molta probabilità, era stato gettato in mare dai conquistatori.
Ebbene, lo scorso anno una copia dell’immagine della Madonna della Pace viene portata negli Stati Uniti, a Los Angeles da una delegazione giuglianese per richiesta di don Antonio Cacciapuoti, parroco originario di Giugliano, residente da anni nel continente.
Da qui in poi un miracolo unirà Giugliano e gli Stati Uniti d’America.
Una giovane donna americana in dolce attesa riceve notizia dai medici della grave disabilità del nascituro al quale è stata diagnosticata la Sindrome di Down. Proprio in quei giorni la donna fa un sogno che si rivela profetico: le appare una Madonna. Non sapendo di quale Vergine si trattasse, la donna si mette alla ricerca della sua identità e per puro caso, dopo aver percorso 400 chilometri ed essere giunta a Los Angeles, entrando nella cattedrale, trova proprio la statua che qualche giorno prima le era apparsa in sogno.
La donna decide di non abortire e al momento del parto il bimbo nasce sano. La disabilità diagnosticata dai medici non viene riscontrata nel piccolo.
Questa incredibile storia, di cui ci è stata data notizia ieri, durante la santa messa in piazza Annunziata in occasione di Santa Maria, ci invita a riflettere, meditare, e, soprattutto, a trarre ispirazione.
La fede è un dono. La fede va accolta. La fede, però, va anche alimentata, con gesti e opere che possano tradurla in azioni concrete.
A breve arriverà il certificato medico nel quale si ripercorreranno tutti i passaggi di questa incredibile vicenda, dai problemi riscontrati al feto nei primi mesi sino alla nascita. Intanto, già si è in attesa, ci viene comunicato, della verifica di un secondo miracolo avvenuto proprio a Giugliano che ha toccato un giovanissimo ammalato.
I miracoli, insomma, esistono e accadono non solo a chilometri di distanza ma proprio vicino a noi: nel nostro Paese, nella nostra Città, nella nostra Comunità.
Ah, dimenticavo: riguardo all’origine del nome, pare che, inizialmente chiamata la Madonna della Pietà, in seguito alla riappacificazione di due famiglie giuglianesi nemiche, fu denominata della Pace.
di Caterina Ferrara
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