
Si trova a Pozzallo, comune al sud della Sicilia, il porto indicato dalle autorità come luogo sicuro di sbarco per le persone a bordo dell’Ocean Viking.
«Voglio che mio figlio cresca in un paese libero, per questo ero su quella piccola barca. Con me c’erano altre tre donne incinte . Dopo qualche ora, la nostra barca ha iniziato ad imbarcare acqua, le onde erano enormi. Pensavo che io e il mio bambino saremmo annegati».
Francine* ha 32 anni e una gravidanza in atto, ora è una dei 306 passeggeri sopravvissuti alla morte a bordo della Ocean Viking. Le sue parole si sedimentano in un sistema che non sempre accoglie in maniera civile chi fa ingresso in Italia, dove si percepisce ancora un alto tasso di immigrati irregolari.

È sempre una festa, sapere che si toccherà terra. Per chi fugge, una terra diversa da quella di partenza rappresenta un traguardo che lascia increduli, fino a quando non si percepisce sotto i piedi.
di Tonia Scarano
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