
Un furto di proporzioni gravi ha colpito l’Ospedale oncologico Pascale di Napoli. Nella farmacia interna della struttura, giovedì scorso, sono stati rubati farmaci oncologici sperimentali per un valore stimato di circa 800.000 euro. La notizia, trapelata soltanto ora, ha scosso non solo il personale sanitario, ma anche e soprattutto i pazienti che ogni giorno affidano alle terapie la propria speranza di guarigione.
I ladri hanno preso di mira in particolare anticorpi monoclonali e farmaci sperimentali, insieme ad altri medicinali destinati al trattamento del melanoma uveale. Si tratta di prodotti che richiedono conservazione a temperatura controllata, circostanza che fa pensare a un’azione condotta da persone organizzate e in grado di gestire correttamente materiali così delicati.
Le prime ipotesi degli investigatori puntano al mercato nero: i farmaci rubati potrebbero finire nel dark web o su circuiti paralleli di vendita illegale. Intanto i carabinieri hanno avviato le indagini, contando anche sul sistema di videosorveglianza dell’ospedale, recentemente potenziato con nuove telecamere.
A denunciare con forza l’accaduto è il direttore generale del Pascale, Maurizio di Mauro, che parla di “un episodio gravissimo”. Nonostante l’impatto emotivo e organizzativo, la direzione dell’ospedale assicura che la continuità terapeutica è garantita. Grazie al pronto intervento della farmacia interna, infatti, nessuna cura è stata sospesa e tutti i pazienti hanno potuto proseguire regolarmente i cicli di trattamento.
«Mi auguro che i responsabili vengano individuati al più presto – aggiunge di Mauro –. È doveroso andare fino in fondo, perché il danno arrecato non è solo al Pascale, ma a un’intera comunità di pazienti e famiglie».
Un furto che getta un’ombra pesante sul sistema sanitario e che riporta l’attenzione sulla vulnerabilità delle strutture ospedaliere, nonostante l’adozione di sistemi di sicurezza sempre più sofisticati.