
Per donare e sostenere il progetto visita il sito https://donaora.actionaid.it/coviditalia_seeds/
L’hashtag #insiemesipuò è lo spot migliore per descrivere il progetto Seeds, sull’asse Milano-Napoli, da Corsico a Forcella, Piazza Garibaldi ed il Vasto.
E’ questo l’intervento di emergenza di ActionAid per dare aiuto immediato a 450 famiglie italiane e straniere in difficoltà causa Coronavirus, senza accesso ai sussidi statali.
ActionAid è un’organizzazione internazionale indipendente impegnata in Italia e in 44 Paesi. Collabora con più di 10mila partner, alleanze, ONG e movimenti sociali per combattere povertà e l’ingiustizia sociale. Partner di Seeds a Napoli sono: Hamef – associazione interculturale napoletana per la promozione dei diritti degli stranieri, Associazione senegalesi di Napoli, Associazione Bellarus, Associazione Vivlaviv, The Italian Gambian Association, UNITI Campania– Unione italiana immigrati, Slow Food Napoli ed altre realtà che, quotidianamente, stanno aggiungendosi.
Presidente di Hamef è Fatou Diako, le sue parole ben spiegano la mission del progetto: “Sappiamo che c’è una grossa fetta di persone Invisibili agli occhi delle Istituzioni che non possono usufruire degli aiuti statali. Mi riferisco principalmente ai migranti senza permesso di soggiorno-afferma l’attivista ivoriana- e sono loro i soggetti a cui ci riferiamo”.
Fondamentale, in tal senso , la collaborazione delle realtà associative operanti on the road, come ricorda la Diako: “Grazie al loro puntuale lavoro di mappatura del territorio siamo riusciti a raggiungere una grossa platea di persone che, diversamente, sarebbero state irraggiungibili. Slow Food, è stata altrettanto cruciale, nel creare collegamenti con i produttori locali”.
Le persone in questione, sono stranieri ed italiani, operanti nel lavoro di cura (soprattutto donne), nella ristorazione e nel piccolo artigianato con contratti precari o rapporti di lavoro irregolari, a volte appartenenti a famiglie con disabili.
A far maggior chiarezza ci pensa Marilena Passaretti, responsabile della comunicazione dell’Associazione: “ Bisogna capire che quando c’è un’esigenza così viva il problema non è solo della persona coinvolta ma di tutta la comunità che si espone a possibili disordini sociali e sanitari che ne derivano, il che non giova a nessuno. I lavoratori senza permesso di soggiorno saranno sempre più sfruttati ed esposti a lavorare in situazioni precarie e questo è un campanello d’allarme importantissimo”.

Nelle parole del Presidente Diako, la risposta: “Al centro i bisogni immediati delle famiglie, senza fronzoli, aiuto diretto mediante la distribuzione di prodotti alimentari, igienico sanitari e presidi medici. Vogliamo garantire a queste famiglie l’accesso al cibo, pensando per prima cosa, alle decine di bambine e bambine che senza la mensa scolastica non hanno più diritto all’unico pasto quotidiano sano e bilanciato”.
ActionAid attraverso l’impegno dei giovani attivisti e volontari fornirà generi alimentari a domicilio, guide informative multilingua sulla prevenzione dell’epidemia e sui servizi attivi sul territorio. Inoltre, il progetto darà sostegno ai piccoli produttori agricoli del territorio napoletano: grazie alla collaborazione con Slow Food frutta e verdura e prodotti alimentari di prima necessità saranno acquistati direttamente dalle aziende agricole messe in crisi dalla pandemia con la chiusura dei mercati rionali.
I volontari ritirano il cibo, accuratamente selezionato , dai produttori fino ad un punto di smistamento nei quartieri e poi consegnare a casa delle persone beneficiarie i pacchi spesa. Nella città di Napoli, l’iniziativa potrà avvalersi dei “Taxi Green Solidali”, un progetto avviato da Snam4Mobility, la società di Snam attiva nella mobilità sostenibile, e Wetaxi, la app chiama taxi attiva in 22 città italiane. I Taxi Green Solidali saranno veicoli alimentati a gas naturale, messi a disposizione dalla radiotaxi partner locale di Wetaxi e offerti gratuitamente da Snam per il trasporto di beni di prima necessità.
“Seeds è un vero progetto solidale che parte dal basso, attraverso una catena umana consapevole dei bisogni individuali e comunitari. Un lavoro che sta preparando la fase di ricostruzione nel post-pandemia”. La responsabile della comunicazione-Hamef, Passaretti prosegue: “ Nella prima ondata di distribuzione abbiamo consegnato oltre 200 pacchi. Ma è un lavoro in costante aggiornamento. Grazie alla nostra rete sociale si svilupperà una voce collettiva per portare le richieste dalla comunità alla politica e orientare le misure economico-sociali di ricostruzione”.
di Nando Misuraca
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