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Stop al Caporalato: una nuova azione di contrasto al fenomeno

Patience Montefusco
Patience MontefuscoRedazione Informare
6 aprile 20224 min di lettura

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Stop al Caporalato: una nuova azione di contrasto al fenomeno

Anche se nel dibattito politico italiano è collegato quasi esclusivamente all’immigrazione del Mezzogiorno, il Caporalato esiste in Italia a partire dagli anni ’70 del ‘900. Il DL n.138/2011 ha introdotto nel codice penale il nuovo reato di “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, il c.d. Caporalato.

Spesso il Caporalato è smascherato da forme apparentemente legali, false cooperative, dubbie agenzie di lavoro interinali. È difficile smantellare questo fenomeno perché poche sono le denunce dei lavoratori coinvolti, sebbene non siano sanzionabili e ci sia la possibilità concreta di un reinserimento lavorativo.
Nella nostra terra, soprattutto nelle piazze di Villa Literno, Mondragone, SS Domitiana ed altri punti strategici, lavoratori immigrati vengono caricati su camion fatiscenti per raggiungere le “postazioni lavorative”.

Questi lavoratori sfruttati miseramente, chini sui campi senza alcun tipo di pausa né per rifocillarsi, né tantomeno per necessità fisiche, sono pagati anche 4,50 euro all’ora (per 11 ore di lavoro).

Secondo alcuni dati, i lavoratori a rischio sfruttamento sono circa 430.000, hanno un’età media di 31 anni circa e la maggior parte proviene dall’Africa del Nord e Subsahariana, Turchia e Pakistan.
Le donne rappresentano la maggioranza dei braccianti agricoli sottoposti al caporalato.
È la fascia più debole e fragile: perché donne, straniere, irregolari e costrette a nascondersi. Preso atto di questa realtà che caratterizza il nostro territorio, è nata una bellissima iniziativa di contrasto al fenomeno chiamata “Helpdesk Interistituzionale Anticaporalato in Tour”.

A tal proposito abbiamo avuto modo di intervistare Elena Albanese, responsabile della Comunicazione di questo ambizioso progetto.

Qual è la cornice nella quale nasce il progetto “Helpdesk Interistituzionale Anticaporalato in Tour”?

«Questa iniziativa nasce nell’ambito di un progetto più ampio che si chiama P.I.U. Su.Pr.Eme. (Percorsi Individualizzati di Uscita dallo Sfruttamento) finanziato dall’UE e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nell’ambito del PON Inclusione. Rappresenta un sostegno per chi è potenziale vittima di sfruttamento ed è un servizio multicanale: comprende un n° verde, un n° whatsapp ed i principali social networks (Facebook, Instagram). L’Helpdesk si avvale di mediatori culturali e legali che possono dare tutto il supporto alle persone che, nel momento in cui chiamano, vengono indirizzate a chi possa effettivamente aiutarle.
Se, ad esempio, si ha un problema di carattere contrattuale e si deve fare una denuncia, gli operatori del servizio multilingue indirizzano queste persone a chi di competenza. Per fare questo sono stati attuati diversi accordi con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ma anche comuni con associazioni che si occupano di migranti che possono creare una rete all’interno della quale far confluire queste richieste.
L’altro elemento da far emergere è che il progetto P.I.U. Su.Pr.Eme nasce per le cinque regioni del Sud (Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia), ma chiaramente le telefonate che l’Helpdesk riceve provengono da tutta Italia. L’Helpdesk nasce a giugno del 2021 e, a nove mesi dalla nascita, abbiamo deciso di far partire questo tour per raggiungere direttamente i potenziali destinatari e fare anche un’opera di sensibilizzazione.
Il tour è partito il 14 Marzo e toccherà i luoghi in cui i migranti vivono e lavorano per far conoscere i servizi e le possibilità dell’Helpdesk».

Quali sono le conseguenze per i lavoratori che denunciano?

«Vengono attivati dei processi nell’ambito del progetto P.I.U. Su.Pr.Eme e i migranti sono inseriti in alcuni circuiti virtuosi attraverso i quali escono dalla situazione di sfruttamento e sono accompagnati in un percorso di formazione, di inserimento lavorativo e, in alcuni casi, anche di autoimprenditorialità.
Si tratta in ogni caso di un percorso che li porterà verso la legalità».

Questo progetto rappresenta senza dubbio una pagina di speranza, poiché si traduce in un’iniziativa di aiuto concreto che va sensibilizzata in ogni modo possibile.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°228 –  APRILE 2022

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  • #azioni
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Patience Montefusco
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