
Marina Mobilio è l’autrice del libro “Teresina e la forza dell’amore”. Nelle sue pagine Marina ci porta indietro in un passato non troppo lontano, è proprio lì che incontra una persona comune, che stava prendendo coscienza del suo essere donna, la giovane Teresina: una madre coraggiosa, di passioni e scelte difficili.
Teresina deve superare situazioni di dolore, colmare i vuoti lasciati dalle persone perdute in mille tragedie e lo fa con un’arma e uno scudo racchiusi in un’unica entità: l’Amore. Amore come forza motrice indistruttibile, che lei usa per ricucire la vita ogni volta che viene lacerata, proprio come se stesse lavorando con la sua macchina da cucire, risolleva le sorti della famiglia.
La protagonista nel suo delicato viaggio impara a cogliere e a custodire ciò che c’è di meglio nella vita, e quando l’inevitabile arriva, lei risponde con coraggio. Si arrotola le maniche ogni mattina, e si prende cura dei suoi affetti più cari. Anzi, allarga generosamente il cuore ad ogni persona che entra nella sua vita. Lunedì pomeriggio con il termometro del mio studio che superava i 30° all’ombra, ecco che ho avuto il piacere d’intervistare Marina, e il suo amore per la scrittura:
«Grazie dell’accoglienza. È un’idea che mi frullava in testa da qualche anno. Dopo essermi cimentata nella scrittura di poesie e racconti e aver pubblicato nel 2012 la biografia di un’importante botanica italiana del 1800, avevo voglia di raccontare la storia dei primi cinquant’anni del ventesimo secolo attraverso la vita di una donna affrontata con grande coraggio e determinazione».
«Uso il linguaggio dei racconti dei miei nonni, di mio padre e di mia madre che hanno vissuto sulla loro pelle le tragedie del periodo. Come scrivo nel prologo del romanzo, ho imbastito la storia mettendo insieme i racconti di parenti ed amici, inserendo personaggi ed episodi tratti da letture in archivi storici e anche dalla mia immaginazione. Per la figura di Teresa mi sono ispirata alla personalità della mia nonna paterna e a quella di mia madre, entrambe donne forti e volitive, amanti dell’Arte e della Cultura e dotate di grande spirito di solidarietà e sopportazione».
«Già dal titolo si capisce che il coprotagonista di Teresa è l’Amore, nel senso più ampio del termine, l’Amore per i Familiari, la Natura, i Libri, il Teatro, la Musica, l’Arte in genere, la Radio. Questo Amore l’ho ricevuto in eredità dalla mia Famiglia e nel romanzo desidero trasmetterlo alle nuove generazioni, come spero di aver fatto nel mio lungo e appassionato lavoro di docente e come mi impegno a fare ogni giorno come moglie, madre e nonna volontaria Rifiuti Zero».
«Ho iniziato a scrivere poesie su un quaderno, seduta sotto un albero, sotto l’ombrellone di una spiaggia deserta, anche seduta nello scompartimento di un treno regionale. Ora che scrivo anche biografie, romanzi e racconti preferisco rintanarmi nel mio piccolo studio affacciato sul giardino del mio condominio, una stanza tutta per me – per dirla alla Virginia Woolf – dove posso entrare più facilmente nei mondi che desidero esplorare».
«Vorrei poter tornare nelle scuole da volontaria Rifiuti Zero e da scrittrice che presenta le sue pubblicazioni. In quest’anno e più di pandemia, mi è mancato molto il rapporto con gli studenti, che in effetti non avevo mai interrotto anche quando sono andata in pensione».
«Mi piacerebbe fare una terza pubblicazione del mio romanzo con una Casa Editrice che me lo diffonda in Italia e, se possibile, anche all’estero. Inoltre, nel lungo periodo di clausura per la pandemia ho scritto parecchio e messo anche a posto vecchi scritti. Quindi sarei felice di pubblicare a breve tre libri già pronti: un volumetto di filastrocche e favolette, una raccolta di poesie, un libro di racconti».
di Grazia Sposito