
Anna Mannucci ha venticinque anni, è di Livorno e ha la fibrosi cistica. Una malattia genetica altamente debilitante. Deve essere questo il tranello delle apparenze, quando venerdì 18 dicembre ha dovuto recarsi presso l’ufficio postale del suo paese per poter fare una raccomandata.
E, dietro consiglio dei suoi medici curanti per via della sua condizione, e del fatto che avesse appena lasciato l’ospedale dove era stata ricoverata e la situazione sanitaria delicata in cui versa il nostro paese, ha provato ad avvalersi del suo diritto di saltare la fila per la sua commissione. Ma è successo che Anna, non essendo costretta su di una sedia a rotelle o non avendo specifici tratti somatici che rendesse palese la sua disabilità, è stata ricoperta d’insulti. È stata costretta a mostrare le proprie certificazioni non solo all’addetto allo sportello ma anche al resto dei presenti. Quelli che quella mattina, come lei, avevano una commissione da fare ed erano in fila.

di Grazia Sposito
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