
I loro lavori sono stati uniti sotto il nome di “The Decameron 2020”. Questo è l’ultimo progetto realizzato da Erri De Luca, che è stato presentato all’apertura di Settembre al borgo 2020, il cui spazio dedicato alla letteratura, “Un borgo di Libri”, è a cura di Luigi Ferraiuolo.
«Credo di essere un intruso – spiega Erri De Luca ai microfoni di Informare – chiamato da fuori, per fare un’apertura che riguarda le persone di qui, riguarda questo luogo. Ci sono già venuto un paio di volte in questo posto, ho fatto un concerto con Gianmaria Testa. Andavamo un po’ in giro. Ho un bel ricordo di quella serata. Dunque per me è come ritornare in un posto simpatico, affettuoso. Poi mi piace, il posto mi piace. Sono contento che Luigi Ferraiuolo mi abbia invitato per poter parlare di questo strano Decamerone che abbiamo avviato in questo periodo».
“Strano Decamerone”, ha risposto Erri De Luca. Perché? Forse perché era diverso da quello immaginato e scritto da Boccaccio. Ora tutto il mondo si è unito attraverso il racconto di novelle, non solo una “allegra brigata” allontanatasi da Firenze. In questo Decamerone non ci si è allontanati dal mondo, ci si è collegati. Difatti queste novelle sono presenti sul canale Youtube The Decameron 2020 e sono disponibili per tutti. D’altronde le cure per l’anima dovrebbero essere così.
«Diciamo che le epidemie ci sono sempre state nel corso della nostra storia, europea per lo meno. Quindi questi periodi di precauzione, protezione e fuga si sono sempre succeduti. Quello che hanno in comune è che, per l’epoca, quello che succedeva in un posto era come se succedesse in tutto il mondo, mentre ora succede davvero in tutto il mondo. Allora abbiamo avuto questa condivisione di contemporanei, un guasto che ha riguardato il nostro respiro, i nostri polmoni. Un guasto che proviene dal fatto che noi abbiamo abbastanza soffocato questo pianeta, allora questo pianeta manda dei segnali di risposta, di rifiuto. E in questo caso ci ha costretto ad inventare un sabato, una specie di anno sabbatico per sospendere la nostra pressione su questo pianeta».
La novella scritta da Erri De Luca per The Decameron 2020, “Novella di un tempo lasciato”, interpretata da Julian Sands, ci conduce verso una riflessione più ampia, il cui personaggio principale è Mosè. Forse non stavamo per riportare il mondo al tempo in cui Mosè punì la parte del suo popolo che si macchiò con il peccato dell’idolatria di un vitello d’oro?
“[…] Nel deserto c’è da stare svegli di notte per tenere a bada i predatori. Accendevo un fuoco e contavo le greggi delle stelle, il cielo è un pascolo a perdita di occhio, fortuna che non ero io il pastore. Accendere un fuoco, una cosa da niente quando si è al villaggio”.
«Dipende. Dipende dal loro ramo di studi. Oggi questo Paese ha bisogno di medici, di infermieri. Se ha bisogno di architetti, di architetti che progettino case con i balconi. Non mutilate le facciate! Io credo nella gioventù in questo tempo che si inaugura, perché questa non è una parentesi, avrà modo di applicare una visione diversa del vivere insieme».
Anche noi universitari, quindi, dobbiamo essere pronti a rispondere come Mosè: Eccomi. “La migliore risposta che si possa dare ad una chiamata”, quando la riceveremo.
di Marco Cutillo e Flavia Trombetta
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