
Dopo un 26° turno di Serie A emblema della non-corsa allo Scudetto, 27° turno ancora pieno di sorprese, ma con un epilogo diverso. Un venerdì di speranza, quello delle milanesi, di riprendere il ritmo un po’ smarrito negli ultimi tempi, soprattutto dopo i passi falsi con Salernitana e Sassuolo. Una domenica sera carica di pressioni e responsabilità quella dei partenopei.
La ventisettesima giornata di Serie A, causa semifinali di Coppa Italia, parte proprio con le due partite degli uomini di Pioli e di Inzaghi. Il Milan ospita l’Udinese di Cioffi al San Siro. I friulani continuano a fare il loro onesto percorso per tenersi lontani dalla zona calda della classifica, ma durante la stagione hanno entusiasmato poche volte. Il Milan ha l’obbligo di vincere dopo il 2 a 2 di Salerno. Al 29esimo Tonali illumina, Leao si libera di Becao e fa 1 a 0! Si prospetta una partita in discesa, eppure la riapre un insospettabile Udogie al 66′, su assist strepitoso del ritrovato Pereyra. Gol contestatissimo per un presunto tocco di mano. A tre giorni dall’episodio incriminato non c’è ancora un’oggettiva verità, ma le immagini fanno pensare che le proteste dei rossoneri siano legittime. Fatto sta che il Milan scoppiettante e inarrestabile di inizio anno sembra aver lasciato spazio ad una squadra meno capace di tenere il campo, tatticamente come, soprattutto mentalmente. Si sente troppo la mancanza di Ibra?
L’Inter, invece, va al Ferraris per affrontare il Genoa della novità Blessin. I rossoblu hanno cominciato la stagione veramente molto male, dando prova di una grande permeabilità difensiva. Con Ballardini, prima, e Shevchenko, poi, la squadra non è riuscita a trovare un’identità di gioco e una solidità. Poi, nello stupore di tutti, è arrivato Alexander Blessin, ex Ostenda, scuola Lipsia. Come con una formula magica il tecnico tedesco ha dato una stabilità invidiabile alle squadre in vetta: solo due gol subiti nelle sue prime cinque partite. Tra i due gol, nessuno porta la firma di un giocatore nerazzurro, dato che anche i campioni d’Italia si sono dovuti arrendere ad uno scialbo 0 a 0. Risultato negativo sotto tutti i punti di vista, che denota un periodo difficile ormai ufficialmente certificato e che dà continuità alla brutta sconfitta con il Sassuolo.
Il pareggio contro il Cagliari sapeva tanto di occasione persa che non si sarebbe mai più presentata. E, invece, appena una settimana dopo, Milan e Inter offrono alla squadra di Spalletti un altro set point: il match è ancora lungo, ma stavolta il Napoli, di carattere, non spreca l’opportunità.
C’era la consapevolezza che la partita non sarebbe stata una passeggiata come all’andata. Sarri ha cominciato a dare la sua impronta ad una squadra che ha delle individualità importanti e che comincia ad avere un gioco ed un’identità. Le scorie dell’eliminazione in Europa League potevano essere letali e forse, a tratti, si sono viste. Ma il Napoli ha tenuto botta, ha superato un primo tempo in cui sicuramente non ha avuto il pallino del gioco e nel secondo tempo si è affidato ad un bellissimo tiro da fuori per il vantaggio di capitan Insigne. Pedro l’ha riaperta in un momento in cui la Lazio sembrava più scarica, soprattutto sul piano fisico, con un gol strepitoso, su cui poco ha potuto Ospina.
Ennesima beffa? Ennesima occasione sprecata?
Fabian Ruiz dice di no e termina un’azione ai limiti della perfezione tra lancio di Rrahmani, giocate di Ounas ed Elmas e assist di Insigne, con un tiro da cineteca. Traiettoria imprendibile e 3 punti in tasca al 95′!
Tre squadre in 2 punti (l’Inter ha una partita da recuperare). Lo Scudetto, come puntualizzato da Spalletti, non è un obbligo, ma è impossibile non farci un pensierino. Alla prossima c’è Napoli-Milan…
L’Atalanta, nel posticipo del lunedì, annienta la Sampdoria, quasi dimenticando delle numerose assenze. Gli orobici continuano a mantenere la vista sul quarto posto, a soli tre punti (ma con una partita in meno) dalla Juventus. I bianconeri, sabato sera, hanno avuto la meglio sull’Empoli di Andreazzoli, rubando qualche altro punto alle milanesi. Partita combattuta, per le statistiche (e non solo) alla pari, il cui protagonista è stato Dusan Vlahovic, autore di una doppietta.
La Roma supera la Lazio con una vittoria di rigore, allo scadere, su uno Spezia che ormai sembra aver trovato solidità per dire la sua nella lotta salvezza. La Fiorentina viene fermata dal Sassuolo, anch’essa allo scadere, e pur confermando il suo ottimo campionato, sembra non aver “deciso” ancora se lottare seriamente per un posto in Europa.
Verona e Sassuolo ribadiscono che la lotta salvezza non è affar loro: gli scaligeri battono il Venezia con un sonoro 3 a 1, nel segno del ritorno al gol (e alla tripletta) di Simeone, i ragazzi di Dionisi conquistano i tre punti contro la Fiorentina.
Nei bassifondi continua a brillare il Cagliari di Mazzarri, squadra lontana parente di quella vista per la prima parte della stagione. Altra prestazione convincente e altri tre punti conquistati ai danni del Torino del ritrovato capitan Belotti (al secondo gol consecutivo). I rossoblu si portano a 25 punti, a +3 dal Venezia (che deve recuperare una partita) e a +8 dal Genoa. Chiude la Salernitana che guadagna un altro punto contro il Bologna di Marko Arnautovic (di nuovo in gol, dopo la doppietta contro lo Spezia).
Lotta accesissima con almeno 9 squadre ancora coinvolte. Se la Salernitana e il Genoa sembrano (sottolineiamo, “sembrano”) le maggiori candidate alla Serie B, nonostante la leggera inversione di tendenza, il terzo slot disponibile non ha ancora un proprietario designato. Chi resterà in Serie A?
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