
Una strada a senso unico questa Serie A proprio non vuole imboccarla. Curve, inversioni a U, testa-coda mozzafiato: anche questo turno si è chiuso con risultati tutt’altro che scontati. La classifica che lascia aperto ogni scenario.
Ha dato il via alle danze la Juventus sul campo della Sampdoria, che ha rischiato di fare lo scherzetto agli uomini di Allegri. Le statistiche parlano di una partita tutt’altro che dominata dal teorico del “horto muso”, ma i blucerchiati sono mancati nella concretizzazioni delle occasioni create, prima tra tutte il rigore sbagliato da Candreva.
3 punti d’oro per i bianconeri (22 nelle ultime 10 gare) per dare continuità alla striscia positiva. Quarto posto consolidato e ambizioni più alte ancora matematicamente possibili, senza il peso dei riflettori.
Vince il Milan contro il solito Empoli: squadra che gioca a calcio, che regge il confronto con chiunque con la sua mentalità organizzata e propositiva. A decidere il match un bel gol di Kalulu e una prestazione comunque solida della squadra allenata da Pioli. La storia ci insegna che in Serie A è proprio da queste vittorie che si attingono i punti decisivi per la vittoria finale.
Vince e convince il Napoli, con una prestazione quadrata oltre ogni rosea aspettativa, dopo la sconfitta nello scontro diretto. Gli azzurri si sono presentati ad un esame difficile come quello veronese con approccio mentale e tattico impeccabile. Doppietta di Osimhen, solidità e creatività ben bilanciate in mezzo al campo con la linea a 3 formata da Anguissa, Lobotka e Ruiz e lettura dei momenti della partita da squadra matura e consapevole.
Se la sconfitta col Milan aveva gettato tanti nella disperazione, la prestazione col Verona fa ben sperare per un finale di campionato in cui gli azzurri hanno ancora tanto da dire.
Stecca invece l’Inter. Prestazione opaca, probabilmente dovuta anche all’assenza del faro di centrocampo Brozovic, ma anche ad una serata memorabile del Torino di Juric, sotto il piano atletico e tattico. Certo è che ripensando al campionato prima dei 15 minuti finali del derby della Madonnina, era imprevedibile lo scenario attuale. I campioni d’Italia sembrano la rosa più forte, più completa, eppure continuano a non convincere. Stanchezza dovuta agli impegni extra campionato o gestione poco ampia della rosa? Forse Inzaghi qualche domanda dovrebbe porsela… Il pari raggiunto nel finale, visto il match (e il clamoroso rigore non dato al Torino), dona ai nerazzurri un punto guadagnato, più che due persi.
Continua ad affannare l’Atalanta, fermata in casa dal Genoa di “mister X” Blessin (7 pareggi in 7 partite). Pesa l’assenza di Zapata, ma forse anche un mercato di riparazione non proprio ottimale con la cessione di Piccoli e il mancato acquisto di un sostituto di ruolo. Il quarto posto, ora, è a 8 punti (con una partita da recuperare) e anche il posto in Europa League non sembra così scontato.
Ad assaltare i posti disponibili per la seconda competizione europea c’è la Roma che ha pareggiato in extremis contro la sempre più convincente e solida Udinese di Cioffi, ma soprattutto la Lazio di Sarri, che porta a casa i 3 punti dopo una partita non semplice contro il Venezia. Ancora Immobile, sempre Immobile, che con il rigore segnato all’Olimpico diventa il miglior marcatore in Serie A della storia della Lazio.
Resta di diritto nel gruppo di chi sogna l’Europa anche la Fiorentina, con la vittoria di misura contro il Bologna.
Così come resta incerta la classifica ai piani alti, anche ai piani bassi la lotta è agguerrita e tutt’altro che scontata. Il fanalino di coda Salernitana non ha avuto dagli innesti del mercato di gennaio la spinta aspettata – così come ammesso dal DS Sabatini – ma una piccola inversione di tendenza c’è stata. La squadra di Nicola vende cara la pelle e sembra tutt’altro che arresa. 9 punti dalla quart’ultima, però, nonostante il bel pareggio col Sassuolo e le due partite da recuperare, sono ancora tanti.
Discorso poco diverso per il Genoa. Da quando c’è Blessin la difesa è stata registrata in modo sorprendente, quasi miracoloso, ma la difficoltà principale resta l’andare a rete. L’allenatore tedesco ha dato un’identità ad una squadra che prima sembrava veramente assemblata male, ma non subire gol e contestualmente non farne significa sempre la stessa cosa: pareggio. Quello con l’Atalanta è il settimo consecutivo. Con un punto a partita, con un inizio disastroso, restare in Serie A è davvero complicato.
Non è certo contro squadre come la Lazio che il Venezia deve pretendere di fare punti per salvarsi, ma la prossima gara contro la Sampdoria sembra veramente decisiva. I blucerchiati con un’altra sconfitta (non proprio inusuale nell’ultimo periodo) rischierebbero veramente di diventare tra i maggiori indiziati per la retrocessione. L’arrivo di Giampaolo ha stravolto le idee tattiche e le gerarchie della squadra, ma sembra aver ingabbiato anche Candreva, l’unica stella che riusciva a fare la differenza.
Resta molto a rischio anche il Cagliari di Mazzarri, in netto calo dopo un periodo molto convincente. La sconfitta nello scontro diretto contro lo Spezia lo mette in una posizione molto pericolosa, considerando anche un calendario non proprio agevole.
Gli uomini di Thiago Motta, invece, proprio con la vittoria contro i sardi si allontanano dalla zona calda e danno un segnale ben preciso. Ricordiamo che prima della partita col Napoli il tecnico italo-brasiliano sembrava ormai esonerato. Proprio la vittoria contro Spalletti ha dato il via ad una risalita importante nei risultati come nel gioco.
Sembrano ormai più tranquille Udinese, Empoli e Bologna, non tanto per i punti finora accumulati, quanto per la potenziale capacità di accumulare quelli sufficienti alla salvezza. Ma il rischio è dietro l’angolo in questo pazzo campionato di Serie A 2021/2022!
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