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Aboubakar Soumahoro: «Nelle campagne mancano i diritti, non le braccia»

Marianna Donadio
Marianna DonadioRedazione Informare
3 giugno 20204 min di lettura

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Aboubakar Soumahoro: «Nelle campagne mancano i diritti, non le braccia»

In questi mesi di lockdown abbiamo guardato l’Italia ritrovarsi costretta a fare i conti con le proprie priorità. Nonostante la pandemia in corso, che tiene il mondo intero sotto scacco, le istituzioni sembrano ancora prediligere alla salute e alla sicurezza dei cittadini i meri interessi economici.

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Lo dimostrano le aziende di dubbia necessità, come le fabbriche d’armi, che hanno continuato a lavorare a tempo pieno durante la quarantena con misure di sicurezza inadeguate, le continue pressioni di Confindustria per la riapertura, e lo dimostra anche quanto sancito nel Dl Rilancio del 19 maggio riguardo la delicata situazione dei braccianti.
La sanatoria rigorosamente provvisoria contenuta nel decreto, infatti, se apparentemente mossa dal desiderio di restituire dignità agli “invisibili” del nostro Paese, sembra invece essere scaturita dalle conseguenze della mancanza di manodopera, che aveva lasciato i campi deserti e i loro frutti a marcire. Ma sono ancora troppi i lavoratori non a norma che non rientrano in questa regolarizzazione.
È anche per loro che in tantissimi nei campi hanno incrociato le braccia il 21 maggio, rifiutandosi di lavorare e promettendo di portare avanti lo sciopero ogni 21 del mese, fino a quando non vinceranno la loro battaglia. Ne abbiamo parlato con il loro portavoce a livello nazionale, Aboubakar Soumahoro, dirigente dell’Usb, Unione sindacati di base.
“Il governo deve ascoltare le grida dell’insieme dei lavoratori della terra, che sono i contadini, gli agricoltori, i braccianti. Bisogna ascoltare le loro grida di sofferenza, di dolore per la miseria che sono costretti a vivere da anni per via delle imposizioni che provengono dai giganti del cibo. Bisogna mettere al centro i loro diritti, perché a mancare nelle campagne sono proprio i diritti, non le braccia.”
Ci ricorda che la loro lotta non ha nazionalità, che non sono solo gli immigrati, i clandestini, a vivere e a morire in condizioni di sfruttamento. Tra le loro voci ci sono anche braccianti italianissimi. Cita il nome di Pasquale Fusco, morto il 28 agosto dell’anno scorso, ucciso dalle condizioni lavoro disumane nelle quali era costretto a lavorare in una serra di Caivano. Ricorda anche Paola Clemente, la lavoratrice pugliese morta nelle stesse condizioni per un lavoro sfiancante che le fruttava due euro l’ora, quando il reato di caporalato ancora non esisteva. La lotta di Aboubakar e dei suoi compagni va avanti anche per loro e per tutti coloro che non possono marciare al loro fianco.
“Il personale ospedaliero sta facendo un lavoro enorme nel salvare le vite umane e la stessa cosa doveva fare la politica e il governo con il rilascio di un permesso di soggiorno per emergenza sanitaria, che consenta alle centinaia di migliaia di invisibili, indifferentemente dal settore di lavoro, di potersi iscrivere all’anagrafe e avere un medico di base – afferma – Sono questi i diritti che torniamo a chiedere a gran voce, ma non siamo soli, ci sono centinaia di associazioni laiche, religiose e tanti giovani, impegnati a ribadire che bisogna mettere al centro l’essere umano”.
Queste mobilitazioni infatti non coinvolgono solo i braccianti. Oltre ai tanti sostenitori, siamo tutti chiamati a partecipare agli scioperi evitando di comprare frutta e verdura. “I consumatori, che prima ancora di essere chiamati tali sono cittadine e cittadini, hanno diritto a un cibo eticamente sano, nel rispetto dell’ambiente oltre che dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori” – sostiene ancora Soumahoro. Per concludere l’intervista il sindacalista ci ricorda che la loro battaglia è anche la nostra, come quella di tutti coloro che in territori compromessi come il nostro lottano per la tutela dei diritti nel nome dei princìpi di solidarietà, giustizia sociale e legalità, una legalità che si spera trovi di nuovo il coraggio di anteporre il bene dei cittadini all’interesse economico.

di Marianna Donadio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°206
GIUGNO 2020

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  • #aboubakar soumahoro
  • #attualità
  • #braccianti
  • #caporalato
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