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Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

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Ambiente: Castel Volturno paga sempre un prezzo troppo alto

Angelo Morlando
Angelo MorlandoRedazione Informare
4 giugno 20216 min di lettura

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Ambiente: Castel Volturno paga sempre un prezzo troppo alto

Indice (1)

  • 1Il confinante comune di Giugliano risulta al massimo livello di rischio ambientale

Il confinante comune di Giugliano risulta al massimo livello di rischio ambientale

Nel dicembre 2020 è stato pubblicato il Rapporto Finale, a seguito di “Accordo di collaborazione scientifica tra Istituto Superiore di Sanità e Procura della Repubblica di Napoli Nord (prot.n.1104 del 23 giugno 2016)” inerente allo “Studio sull’impatto sanitario degli smaltimenti controllati ed abusivi di rifiuti nei 38 comuni del circondario della Procura della Repubblica di Napoli Nord”.
A causa dei perimetri di competenza, Castel Volturno non rientra tra i 38 comuni oggetto di studio, ma qualche approfondimento possiamo sicuramente farlo sulla base di una notevole mole di dati messi a disposizione.

La preoccupazione maggiore è costituita dal confinante comune di Giugliano in Campania, a cui è stata assegnata la classe 4 di rischio, cioè la peggiore possibile.

Il primo dato impressionante è che questo livello di rischio riguarda il 40% della superficie del comune e circa il 46% della popolazione; in sintesi, 1 abitante su 2 di Giugliano vive in un’area ad altissimo rischio ambientale.

Il report si conclude con un’affermazione per noi castellani importantissima:

“Alla luce di quanto esposto, si propone di estendere il presente studio a tutti i comuni delle Province di Napoli e Caserta…”

NOI TUTTI CI CHIEDIAMO: QUANDO?

Riteniamo di avere almeno il diritto ad un minimo di dati affidabili. Sicuramente la messa in sicurezza della discarica So.Ge.Ri. (ormai alle fasi conclusive) costituisce un enorme tassello positivo per la riqualificazione ambientale (è giusto ricordare il ruolo della nostra associazione nell’ambito dell’iter approvativo del progetto); i più estesi piani di caratterizzazione della Campania, sono stati proprio eseguiti a Castel Volturno (tutta la superficie dei laghetti oltre tutta l’area del realizzando porto di Pinetamare) e non ci sono state evidenze degne di nota (ovvero le montagne di rifiuti radioattivi non sono mai state rinvenute).
La popolazione residente è quanto mai attiva (dispiace sarcasticamente far notare che senza l’invasione dei cosiddetti turisti del periodo pasquale, il territorio era particolarmente pulito e non sono stati individuati sacchetti di immondizia volanti dalle auto in uscita dal nostro territorio) ma resta sempre il fatto che pagheremo ancora per anni (i tempi degli effetti dei diversi tumori sono medio-lunghi) i danni causati al nostro territorio e anche quelli provenienti dai territori limitrofi. Ad esempio, è ora che tutti i comuni chiedano con forza lo stato di eliminazione delle ecoballe, il cui iter è assolutamente poco pubblicizzato.

Anche in questo caso, è giusto ricordare che il sito delle ecoballe di Taverna del Re insiste nel territorio di Villa Literno, ma che è molto più vicino alle zone residenziali di Ischitella di Castel Volturno.

Non entriamo nei dettagli dei dati, ma riteniamo fondamentale riportare una sintesi concreta, seria e affidabile delle “considerazioni conclusive” del report istituzionale:

“Il territorio dei 38 comuni del Circondario della Procura della Repubblica di Napoli Nord, con una superficie totale di 426 km2, è interessato dalla presenza di 2.767 siti di smaltimento controllato o abusivo di rifiuti, anche pericolosi, in 653 dei quali risultano anche avere avuto luogo combustioni illegali. Si tratta palesemente di una elevatissima densità di sorgenti di emissioni e rilasci di composti chimici pericolosi per la salute umana, e questo motiva l’esigenza di interventi di bonifica ambientale e di un piano di sorveglianza epidemiologica della popolazione residente”;

“Considerando gli indicatori di salute, nell’area in esame, e nella maggior parte dei singoli comuni, si osservano in entrambi i generi eccessi di mortalità (periodo 2008-2015) e di incidenza (2008-2012) per tutti i tumori, prendendo come popolazione di riferimento, rispettivamente, la popolazione residente nella Regione Campania (i dati della mortalità e dell’ospedalizzazione per causa sono disponibili per tutti i comuni italiani) e la popolazione residente nelle aree dell’Italia Meridionale servite da Registri Tumori accreditati dall’Associazione Italiana Registri Tumori, AIRTUM”;

“Fra i tumori per i quali esiste nella letteratura scientifica una evidenza di associazione con l’esposizione a siti di smaltimento incontrollato di rifiuti pericolosi definibile almeno come “limitata” (Fazzo et al., 2017) nell’intera area si osservano eccessi statisticamente significativi di mortalità per i tumori del fegato e della vescica in entrambi i generi, e per i tumori della mammella nelle donne. Eccessi significativi di incidenza si osservano inoltre in entrambi i generi per i tumori di fegato e vescica, nella popolazione maschile per i tumori della mammella e nella popolazione femminile per i linfomi non Hodgkin. Eccessi significativi di mortalità e incidenza si osservano in entrambi i generi per il tumore del polmone, e questi ultimi vanno segnalati anche in relazione alla presenza di siti di combustione incontrollata di rifiuti, al riscontro della circolazione nel territorio di sostanze volatili emesse da diverse sorgenti e delle elevate concentrazioni aerodisperse di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) misurate in alcuni contesti”.
“Questo risultato evidenzia un possibile ruolo causale e/o concausale dei siti di rifiuti nell’insorgenza di queste malattie. In particolare:
  • la mortalità per tumore della mammella è significativamente maggiore nei comuni inclusi nella terza e quarta classe dell’indicatore di esposizione a rifiuti (livello di rischio da rifiuti maggiore) rispetto ai comuni della prima classe…
  • l’ospedalizzazione per asma nella popolazione generale è significativamente più elevata nella terza e quarta classe dell’indicatore comunale di esposizione a rifiuti…
  • la prevalenza dei nati pretermine è significativamente più elevata nei comuni della seconda, terza e quarta classe dell’indicatore, rispetto alla prima…
  • la prevalenza di Malformazioni Congenite (MC), nel loro complesso, è significativamente più elevata nei comuni della Classe 4 dell’indicatore IRC (più impattati da rifiuti), rispetto alla prima. Nei comuni della classe 4 di IRC è maggiore anche la prevalenza delle MC dell’apparato urinario
  • nella popolazione della classe di età tra 0 e 19 anni, l’incidenza di leucemie aumenta significativamente passando dai comuni della Classe 1 alle classi successive di IRC, dei comuni maggiormente impattati dai rifiuti, con l’incidenza maggiore nei comuni della Classe 4 di IRC (il più alto valore di indicatore di rischio da rifiuti). Stesso andamento si osserva nei ricoveri per asma nella popolazione della medesima classe di età 0-19 anni”

di Angelo Morlando

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE 

N°218 – GIUGNO 2021

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  • #castel volturno
  • #terra dei fuochi
  • #tumori
Angelo Morlando
Redazione Informare

Angelo Morlando

Responsabile Scientifico del magazine Informare e dell'Associazione "Centro Studi Officina Volturno". Ingegnere Idraulico, specializzato in ingegneria sanitaria e ambientale. Giornalista iscritto all'Ord. della Regione Campania con n. 143539

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