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Angelo Bonelli, segretario dei Verdi: «Governo impreparato su gestione pandemia»

Antonio Casaccio
Antonio CasaccioRedazione Informare
3 giugno 20204 min di lettura

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Angelo Bonelli, segretario dei Verdi: «Governo impreparato su gestione pandemia»

La pandemia aprirà di certo nuovi dibattiti sulla tanto decantata (ma mai attuata) svolta green nel nostro Paese.

I Verdi sono da anni in prima fila per questa battaglia, contando su una consistente forza elettorale in diversi Stati del Nord (in Germania secondo partito alle europee) mentre in Italia restano una forza minoritaria seppur con risultati incoraggianti. Forse perché, come afferma Bonelli nell’intervista: “Siamo stati espulsi dal sistema informativo televisivo nazionale pubblico e privato”. Si può essere pro o contro le idee dei Verdi, ma questo è un dato oggettivo che ci fa comprendere il rapporto latitante tra democrazia e informazione in Italia. Con Bonelli abbiamo parlato di questo grave argomento, del futuro e della politica durante il covid.

Come giudica l’operato del governo nell’affrontare la pandemia?

«Il governo italiano si è fatto trovare impreparato nella gestione della pandemia.
Nulla è stato fatto per avviare la produzione di mascherine, di dispositivi medici di protezione, per predire tamponi e i reagenti per testare i positivi.
A ciò aggiungiamo le responsabilità delle regioni che hanno operato con misure diverse una dall’altra. Questo è inammissibile, perché quando c’è un’emergenza sanitaria non possono esserci 20 regioni che fanno una cosa diversa dall’altra. A ciò aggiungiamo il disastro della gestione della giunta regionale della Lombardia, dovuto anche alla privatizzazione del sistema sanitario e agli errori del governo regionale».

Lei ha visto davvero questa riappropriazione degli spazi da parte della natura e quale lezione dobbiamo cogliere post-virus?

«L’emergenza da Coronavirus è figlia anche dello squilibrio ambientale, dell’urbanizzazione selvaggia, della perdita di biodiversità, della deforestazione, degli allevamenti intensivi e dello scorretto rapporto uomo-animale che hanno favorito lo spillover, ovvero il salto di specie del virus dall’animale all’uomo. Il cambiamento climatico, attraverso l’innalzamento delle temperature, favorirà il trasferimento di patogeni, anche letali, come ad esempio le zanzare da luoghi tropicali nelle aree dei cosiddetti paesi più ricchi come Europa o Stati Uniti, nessuno sarà immune: per l’Oms ogni anno nel mondo muoiono 1 milione di persone a causa delle punture di zanzare e altri insetti provocando dengue, chinkungunya, febbre del Nilo occidentale e malaria».

I Verdi godono di un sostanzioso consenso a livello europeo, perché in Italia non siete riusciti ad incanalare un considerevole consenso?

«In altri paesi europei i Verdi, a prescindere dal loro consenso, hanno garantiti quegli spazi televisivi e di comunicazione che gli consentono di parlare alla popolazione e di far valutare i loro programmi e le loro proposte politiche. In Italia questo non è possibile perché il sistema informativo è totalmente militarizzato dai partiti politici più forti. Noi Verdi, come chi sta leggendo avrà avuto modo di verificare, siamo stati espulsi dal sistema informativo televisivo nazionale pubblico e privato. Nonostante ciò nelle ultime elezioni europee i Verdi italiani, con Europa Verde, hanno ottenuto un risultato importante spendendo per la campagna elettorale solo 30 mila euro e ottenendo il 2,3% su cui stiamo lavorando per raddoppiare il dato nei prossimi mesi. I Verdi Italiani sono in una fase di profonda trasformazione che li vede protagonisti nel progetto politico di Europa Verde, stiamo lavorando molto per costruire il gruppo dirigente di domani che sarà giovane e donna. Una cosa è certa pure in Italia, anche se tardi, il futuro sarà green».

Cosa manca all’Italia, in termini di investimenti, per una concreta svolta green?

«I decisori politici in Italia hanno una visione vecchia sul futuro, o meglio non hanno una visione, su come dare una risposta all’emergenza epocale che mette in discussione la sopravvivenza del nostro pianeta. La politica ancora prevalente è quella del consumo delle risorse, dello sfruttamento e di non porre alcun freno all’inquinamento che, secondo l’agenzia europea per l’ambiente, ogni anno nel nostro paese provoca oltre 75 mila decessi. L’Italia ha bisogno di una svolta green per rilanciare l’economia nel nostro paese così come sta accadendo in molti paesi europei del Nord sia nel settore dell’edilizia sostenibile, dell’auto pulita e di un piano energetico 100% rinnovabile, che riuscirebbe a creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro ogni anno».

di Antonio Casaccio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°206
GIUGNO 2020

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