
Oggi ricorre il tragico anniversario dell’uccisione di Don Peppe Diana, parroco di San Nicola di Bari a Casal di Principe, assassinato il 19 marzo 1994 dalla camorra per il suo coraggioso impegno nella lotta alla criminalità organizzata e per la difesa dei più deboli. A 32 anni dalla sua morte, la memoria di Don Peppino continua a essere faro di legalità, giustizia e impegno sociale per l’intera comunità. Don Peppino Diana, esempio di sacerdote che ha saputo coniugare fede, coraggio e responsabilità civile, è oggi simbolo universale di resistenza morale contro la violenza mafiosa. La sua vita e il suo messaggio di speranza sono fonte di ispirazione per istituzioni, scuole, associazioni e cittadini che operano per la promozione dei diritti umani e della dignità di ogni persona. La Chiesa, nel riconoscere la santità del suo cammino e della sua testimonianza, ha avviato da tempo il processo di beatificazione. La tanto attesa beatificazione di Don Peppino Diana rappresenterebbe un riconoscimento ufficiale del suo sacrificio e un potente messaggio di incoraggiamento a continuare la sua opera di impegno civile e spirituale.
«Ricordare oggi Don Peppino non significa solo commemorare un martire, ma rinnovare l’impegno di ciascuno di noi a promuovere la cultura della legalità e della responsabilità sociale», dichiara Don Salvatore Saggiomo, Garante dei Diritti dei Detenuti della Provincia di Caserta. «La sua vita, la sua parola e la sua testimonianza continuano a guidarci nel lavoro quotidiano per la tutela dei diritti e della dignità di tutti, in particolare dei più fragili».
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