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Antonio Milo: l’alter ego di Ricciardi

Redazione Informare
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3 marzo 20214 min di lettura

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Antonio Milo: l’alter ego di Ricciardi

Antonio Milo, attore napoletano classe ‘68, torna sugli schermi della Rai con la serie “Il commissario Ricciardi” nei panni del brigadiere Maione. Milo ha alle spalle tanta gavetta e numerosi ruoli in diverse fiction e serie tv tra cui “Gomorra”, in cui interpreta il personaggio di “Attilio O’ Trovatello”, che gli ha conferito grande fama. L’attore esordisce nel mondo del cinema nel 1993 con il film “Caro diario” diretto da Nanni Moretti e lo abbiamo rivisto recentemente in televisione nel cast di “Natale in casa Cupiello”.
Lo abbiamo incontrato sul set della nuova serie diretta da D’Alatri, dove ha risposto alle nostre domande.

Cosa lo ha spinto a iniziare la carriera di attore?

«Per caso fui scaraventato su un palco per uno spettacolo della mia scuola. Lì capii che quello era il mio mondo. Avevo circa 19 anni quando vinsi una borsa di studio per una scuola di recitazione e da quel momento è iniziata la mia avventura».

In diversi sondaggi sui social è subito emerso per il ruolo del brigadiere, il suo nome. Che cosa ha provato, quando per prima i lettori hanno immaginato lei, per interpretare Maione?

«Sicuramente una grande gioia perché, essendo un lettore dei romanzi dello scrittore Maurizio de Giovanni, sapevo che quello del brigadiere Maione era un ruolo importante e che poteva incidere sulla mia carriera».

Ci racconta l’incontro con il regista Alessandro D’Alatri e cosa ha rappresentato per lei?

«Senza alcun dubbio è stato un incontro illuminante. Le indicazioni che mi ha dato, per meglio interpretare Maione, sono state chiare e fondamentali per me. Inoltre è stato una scoperta, da un punto di vista umano, perché ho visto un uomo innamorato di Napoli e dei napoletani.
Vederlo lavorare, lui che viene dal cinema di un certo livello ed ama il suo lavoro è stato altamente formativo. Quindi direi senza dubbi un incontro felice».

Com’è vestire i panni del brigadiere Raffaele Maione, vice del Commissario Luigi Alfredo Ricciardi, ci racconta il provino? 

«È una scia continua di stati d’animo, quindi attorialmente impegnativo ma anche molto gratificante. Il mio provino fu su tre scene, una con il commissario, una con Lucia, quando le chiedo un sorriso per i figli, e una con Bambinella quando la zittisco minacciandola con un :” Te metto na funa nganno se non la smetti!”».

Informareonline-Milo
Informareonline-Milo
Il ruolo del brigadiere Maione, interagisce con quasi tutti gli altri protagonisti, come è stato lavorare con Adriano Falivene, interprete di Bambinella?

«Con Adriano non ci conoscevamo prima, ma è scattata subito un’affinità elettiva, una sinergia è sembrava che avessimo sempre lavorato insieme. Sicuramente è un pregio del regista, scegliendo attori che hanno la stessa origine, per lo più teatrale, che hanno lo stesso comune denominatore, che hanno anche i personaggi, ovvero l’empatia.
Lavorare con Adriano, non dico sia semplice, ma le cose difficili, farle con lui- che è straordinario- è stato più semplice grazie anche alla sinergia che si è creata».

Il brigadiere Maione è fondamentale per il Commissario Ricciardi, interpretato magistralmente da Lino Guanciale, è stato facile? Credo che lei abbia avuto un duplice ruolo, interpretare Maione, ma anche interprete di Maione nel confronto di un Ricciardi che parla poco, e che spesso ha difficoltà a relazionarsi con gli altri. Come è stato lavorare con Lino Guanciale?

«Il rapporto con Lino è stato straordinario, perché Lino è un grande attore e una grande persona. L’indicazione registica che mi ha dato Alessandro è stata illuminante, perché il rapporto che Maione ha con Ricciardi è quello che un padre ha con un figlio. Come spesso accade ad un padre con il proprio figlio, non spesso si comprende il comportamento ma lo sia ama a prescindere.
Ed è questo ciò che accade tra loro; Maione percepisce che c’è qualcosa di strano nel suo commissario, che vede qualcosa che ad altri è precluso, ma la vive come una condizione di normalità dettata dalla stima e dall’affetto, basti pensare al fatto che Ricciardi ha portato a Maione le ultime parole di suo figlio Luca per cui la gratitudine è incommensurabile».

Se non avesse fatto l’attore, come immaginava la sua vita?

«Non la immagino, sarebbe stata diversa, sicuramente avrei avuto il rimpianto di non averci provato».

di Anna Copertino

Ph. Anna Camerlingo

TRATTO DAL MAGAZINE INFORMARE N° 215
MARZO 2021

Tags
  • #Antonio Milo
  • #Attore
  • #Il Commissario Ricciardi
  • #Raffaele Maione
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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