
Cari lettori, con colpevole ritardo rendiamo omaggio ad un artista napoletano scomparso il 16 marzo scorso, Armando De Stefano.
È un artista che ha attraversato tutta la stagione del realismo impegnato senza mai venir meno al mandato di una pittura curata, ben costruita, emozionante, un’arte da contemplare. Allievo di Emilio Notte, ha ripetutamente partecipato alla Biennale di Venezia. Per lunghi anni ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, la sua città, riuscendo a cogliere il realismo populista, l’impegno sociale e politico, operando una sorta di ricerca metastorica e mettendo tra paretesi il formalismo pittorico per cui si fa veicolo di comunicazione, di partecipazione. Per ricordarlo abbiamo scelto di riportare all’attenzione dei lettori l’opera che forse lo ha maggiormente caratterizzato, la serie di dipinti e disegni sulla Rivoluzione Napoletana del 1799.
Di Eleonora Pimentel Fonseca vediamo solo la nuca, ne intuiamo dolore e destino, protagonisti del dipinto sono la corda per l’impiccagione e, in alto, i piedi di un impiccato che richiamano quelli della Crocifissione.
È la posizione prospettica dei personaggi che esprime la drammaticità esemplare, la testimonianza dell’evento definitivo. Alcuni di essi guardano l’osservatore come per creare un legame fra quegli eventi e i posteri che osservano e ricordano.
di Roberto Nicolucci
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N° 219 – LUGLIO 2021
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