
Sono tempi certamente bui, ma mai lasciar tramontare l’attesa, perdere la speranza. La parola nuova che dobbiamo sempre sentire nostra deve essere: “programmare il futuro”; e sarebbe bene farlo come una forma laica di poter essere speranzosi del domani. Nonostante tutto. Senza mai perdere la lucidità e la consapevolezza del momento storico che stiamo attraversando. È anche così che si può intendere il nuovo libro sull’Effettismo, da poco uscito nelle librerie, che racconta la prima corrente di pittura contemporanea dai tempi della Transavanguardia internazionale. L’Effettismo riempie il vuoto nel mondo dell’arte italiana propugnando l’originalità dell’opera e l’emozione che il dipinto deve trasmettere all’osservatore, in contrasto all’abuso della tecnologia, all’arte che arreda e al plagio di realtà d’oltreoceano.
di Antonio Di Lauro
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