
Possono l’arte e la bellezza migliorare i momenti difficili e accentuare quelli belli? Sicuramente sì. In un luogo come un ospedale, dove questi momenti spesso si fondono, l’arte non può che essere il perfetto contorno di punti focali della propria esistenza. È questo il caso del Santa Maria delle Grazie, ora piena dei colori del maestro Alessandro Ciambrone. Abbiamo intervistato il direttore generale dell’ospedale, Antonio D’amore.
«L’intervento di Ciambrone rientra in un percorso di totale revisione del modello assistenziale che stiamo attuando nell’ASL Napoli 2 Nord. I servizi sanitari sono molto complessi e richiedono grande organizzazione, professionalità altamente specializzate, una continua programmazione e capacità di intervento rapido. Presso l’ospedale di Pozzuoli (dov’è collocata l’opera realizzata da Ciambrone) è in corso da anni ormai un percorso di cambiamento che ha portato ad una radicale modifica della qualità delle cure e della capacità di risposta assistenziale grazie a nuove tecnologie, nuovi spazi e nuovi professionisti. Parallelamente stiamo investendo nell’accoglienza ai pazienti, ripensando le sale di attesa e le modalità di accesso ai servizi. In questo contesto abbiamo chiesto a Ciambrone di realizzare un’opera che celebrasse la solare bellezza dei Campi Flegrei».
«L’intervento è stato pensato e realizzato per la hall del Santa Maria delle Grazie. Stiamo trasformando quello spazio in un salotto di attesa con divani, tavolini e una reception. Questo ambiente dà accesso anche al bar che è stato da poco rinnovato. Riteniamo che l’opera di Ciambrone possa rimarcare il cambiamento di qualità dei servizi in corso e sottolineare la nuova modalità di relazione che stiamo avviando tra la struttura sanitaria e il paziente».
«La bellezza ha una capacità terapeutica e permette di ammorbidire la tensione di coloro che entrano in ospedale. Gli ospedali sono luoghi di sofferenza e di gioia, negli ospedali si vivono, spesso, momenti cruciali della vita come la nascita, la scoperta di una malattia o il sollievo per una guarigione. Accompagnare con la bellezza tali esperienze può migliorare la qualità della percezione del servizio e la qualità della vita».
«Più che il prestigio culturale a noi interessa l’identità della struttura e il senso di appartenenza in chi ci lavora. L’intervento di Ciambrone fa seguito al murale realizzato due anni fa da Jorit sulla parete posteriore dell’ospedale. In quell’occasione molti dei giovani medici, infermieri, tecnici ed oss, nel vedere l’opera, manifestarono un rinnovato orgoglio di essere parte dell’ospedale di Pozzuoli. L’arte, quando riesce a dialogare con l’anima delle persone, può diventare un momento di sintesi di sentimenti, costruendo identità nuove e facilitando la realizzazione di dialoghi tra persone.
La pandemia ha interrotto un percorso che avevamo iniziato a novembre 2019 con Jorit ed abbiamo ripreso due anni dopo con Alessandro Ciambrone. Vogliamo continuare a perseguire questa strada, nella certezza che anche attraverso l’arte si possa promuovere un nuovo dialogo tra i cittadini e la nostra sanità».
Era poi d’obbligo fare anche una domanda al Maestro Ciambrone, una domanda semplice quanto significativa.
«È stata un’esperienza molto bella. Posso confrontarla con quella del Pascale dove pazienti e parenti di questi ultimi, mi chiamavano per ringraziarmi, gente che non conoscevo.
A quel punto ti rendi conto davvero che la gente, senza nessun secondo fine, apprezza e si sente migliorata della tua arte».
di Giuseppe Spada
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