

L’obiettivo della mostra, secondo Treves, era quello di «tornare a puntare i riflettori sull’arte di Artemisia Gentileschi più che sulla sua avventurosa vita, forte personalità e indubbia forza di carattere».
Infatti, Artemisia, unica figlia del pittore Orazio Gentileschi, perse la madre a 12 anni e fu destinata alla cura del focolare domestico e dei suoi tre fratelli minori. L’unica cosa che le poteva essere consentita era aiutare il padre nel suo studio, dove poté subito mostrare tutto il suo talento. Purtroppo, fu proprio qui che un assistente del padre la violentò ma, dopo un lungo processo, seppure riconosciuto colpevole, l’aggressore non fu mai punito.
Tra l’altro, la mostra di Londra espone al pubblico, per la prima volta, il volume con la trascrizione originale del processo, in prestito dall’Archivio storico Frescobaldi.
Successivamente, Artemisia fu sposata a un amico del padre e si trasferì a Firenze, dove si fece notare ed apprezzare dai Medici e dove riuscì ad essere ammessa all’Accademia delle Arti e del Disegno, prima donna nella storia. Nelle sue opere, spesso, la si trova autoritratta, sia per il desiderio di farsi conoscere che per risparmiare sulle costose modelle. La mostra, la cui inaugurazione era prevista per l’inizio di aprile, era stata rinviata e poi messa in forse a causa dell’epidemia di Covid-19. Invece, tra aperture e chiusure, sta vedendo un successo di pubblico. Dopo l’esposizione a Londra, il dipinto tornerà nella cattedrale flegrea, ma ad Artemisia Gentileschi sarà dedicata una nuova mostra a Napoli, alle Gallerie d’Italia di Intesa SanPaolo, nel 2022. L’iniziativa, ricorda Della Rocca, fa seguito al successo dell’esposizione del dipinto “L’Adorazione dei Magi” presso il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, «evento che ha visto le Diocesi di Pozzuoli e di Milano avviare un dialogo volto alla condivisione delle reciproche scelte ed esperienze di didattica e fruizione del patrimonio culturale ecclesiastico».
Eccezionalmente, «il dipinto è ora esposto nelle sale del Museo Diocesano di Pozzuoli, occasione per godere dei dettagli di questa straordinaria opera ed apprezzare le peculiarità del linguaggio artistico della pittrice, nell’attesa dell’uscita di un docufilm sui luoghi di Artemisia Gentileschi in Italia».
di Fabio Di Nunno
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE NUMERO 214
FEBBRAIO 2021
La legge organica in materia di intelligenza artificiale (da qui in poi “AI”), approvata in via definitiva dal Senato il ...
Il Carnevale di Palma Campania è una manifestazione di antichissima tradizione, che assume una rilevanza centrale per la com...