
A parlare sono Enzo Leomporro e Gianni Donzelli, meglio conosciuti come Audio 2, che presentano così “432hz” il loro nuovo lavoro discografico in uscita il 12 aprile.
Il popolare duo cantautorale, lanciato da Mina che per prima interpretò la loro “Neve”, in carriera ha firmato importanti successi, tra questi “Acqua e sale”, “Rotola la vita”, “Io ho te”, “Alle venti” e tante altre canzoni entrate nell’immaginario collettivo nazionale.
«432hz è un titolo che si riferisce all’accordatura musicale degli strumenti che, prima dell’avvento dei nazisti, veniva ritenuta fondamentale da molti compositori classici, tra questi il Maestro Giuseppe Verdi».
«Questa frequenza è da molti considerata come l’accordatura naturale in connessione con l’universo; dà la sensazione uditiva e fisica di fondere musica, terra ed anima. Prima di noi – dice Leomporro – questa accordatura, nella forma canzone, è stata usata soltanto dai Pink Floyd».
«Ci saranno 11 tracce, tutte diverse come genere – dice Donzelli – come è nostro stile. Abbracceremo svariati generi e, inoltre, come omaggio al pubblico, per festeggiare i 25 anni di carriera, abbiamo re-inciso 4 dei nostri maggiori successi».
L’album, su etichetta Clodio Music, è stato anticipato da due singoli “Amarsi è possibile” e, ultimo in ordine di tempo, “Amici per amore” in duetto con Ivana Spagna.
Affidato agli arrangiamenti di Luigi Pignalosa e di tanti validi musicisti, tra questi spicca il nome di Phil Palmer, chitarrista londinese fra i più apprezzati turnisti al mondo che, in carriera vanta collaborazioni eccellenti: da Bob Dylan ai Dire Straits, passando per Elthon John, Tina Turner, George Michael, Eric Clapton e tanti altri.
«Battisti è il nostro Maestro per eccellenza, la fonte di ispirazione. Siamo cresciuti con la sua musica e crediamo che fosse un genio – asserisce Leomporro – uno dei più grandi compositori di sempre, non solo in Italia, ma sul versante internazionale».
«Sappiamo per certo – dice Donzelli – da un nostro comune amico artista, che Lucio aveva addirittura acquistato il nostro disco di esordio, apprezzandone lo stile. Purtroppo il sogno di conoscerlo è rimasto tale».
«A livello di entusiasmo siamo gli stessi, musicalmente ci siamo evoluti.
Siamo tornati, dopo l’esperienza iniziale con le major, alle etichette discografiche indipendenti e, nonostante i numeri ci dicano che apparteniamo al mondo pop, ci sentiamo fieramente indie. D’altronde il nostro esordio era con la PDU, che è una label libera».
Per loro parlano le hit scritte, roba che molti cosiddetti Big non possono vantare. Pertanto la loro analisi sulla situazione artistico-culturale odierna è di notevole rilevanza:
«La musica che si fa oggi è pensata per fare tendenza. La melodia è stata penalizzata favorendo, più ritmici – spiega Leomporro – come, ad esempio, il Rap che lega le sue tematiche a quelle del momento e faticherà a lasciare canzoni che resistano al tempo».
«I giovani devono cercare la propria identità, studiando e facendo gavetta, non correndo dietro i talent-show.
L’Italia culturalmente sta diventando un paese di Serie B: importiamo tutti i format che vengono dall’estero dimenticandoci la nostra identità storica che rischia seriamente di non avere eredi».
di Nando Misuraca
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