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Botti di capodanno: persone e animali a rischio

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3 dicembre 20204 min di lettura

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Botti di capodanno: persone e animali a rischio
L’allarme del Garante per i diritti degli animali di Napoli: le polveri e i rumori dei botti di capodanno generano problemi a persone e animali

La fine dell’anno si avvicina e, soprattutto a Napoli, pandemia permettendo, ci prepariamo a festeggiarlo nel modo più classico: con i botti di capodanno. Più che classico, in realtà, è un modo alquanto rischioso, considerati i pericoli insiti nel dar fuoco a delle polveri da sparo.

Nei casi peggiori, infatti, le persone subiscono lesioni che arrivano a causare mutilazioni permanenti, come la perdita delle dita o della vista, anche tra giovani e giovanissimi.
Secondo dati diffusi dalla Lega Antivivisezione (LAV), il bilancio delle vittime dei botti del capodanno 2019/2020 conta un morto e 500 feriti, di cui 44 gravi. Tra i feriti, i minori di 12 anni sono 68 e 59 quelli tra i 12 e i 18 anni. Inoltre, spesso botti e fuochi d’artificio sono illegali o vengono acquistati in circuiti illegali, alimentando così un notevole giro d’affari per la camorra.
Eppure, pochi pensano che il suono dei botti e dei fuochi d’artificio possa creare problemi alle persone ma anche agli animali. Il suono, infatti, è dato da fluttuazioni di pressioni dell’aria che arrivano alla membrana timpanica. I fuochi d’artificio sono proprio una delle cause principali di morte degli animali, poiché subiscono l’intensità sonora degli scoppi in modo estremamente più violento rispetto all’uomo. Infatti, l’udito umano è in grado di percepire una gamma di suoni fino a 20.000 hertz (Hz), ma i cani fino a 40/46.000 Hz o i gatti fino a 70.000 Hz. Il Garante per i Diritti degli Animali di Napoli, Stella Cervasio, ha ripetutamente chiesto al Comune di Napoli, invano, di emanare un provvedimento efficace. Il problema è che «a Napoli vediamo con troppa benevolenza i botti di capodanno: al di là dei rischi per gli animali, sparare i botti è del resto infantile per l’uomo».
Secondo stime del WWF, sono circa 5000 gli animali che perdono la vita a capodanno. Per questo, si susseguono da anni appelli alle istituzioni dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), alla Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU), alla LAV e ad altre associazioni animaliste italiane. Alcuni comuni hanno emanato delle ordinanze per vietare o limitare l’utilizzo dei botti di capodanno ma, secondo Cervasio, «vietare non basta: poi bisogna controllare e sanzionare». Infatti, «gli animali domestici o quelli che vivono in libertà nelle nostre città (cani, gatti, volatili, ecc.), possono subire dei veri e propri traumi a causa dei rumori dei botti e persino morire». Non a caso, molti veterinari raccomandano di mettere gli animali al sicuro se sono in casa, mentre gli animali in strada corrono più rischi: possono spaventarsi e stranirsi a causa delle deflagrazioni, correndo all’impazzata. In particolare, i volatili potrebbero perdere l’udito e l’orientamento, volare disordinatamente, andare a sbattere contro un ostacolo o finire centrati dalla polvere pirica di un botto.

I rumori dei botti di capodanno «causano la fuga degli animali selvatici o da compagnia, provocando quindi morte per investimento, spavento, infarto»; i problemi si riflettono in un modo o nell’altro sull’uomo, anche semplicemente sulle «persone che non escono a capodanno per stare vicino ai propri animali».
Quali le possibili alternative a botti di capodanno ed a fragorosi fuochi d’artificio?

«Evitare rumore e pericoli, per tutti, dovrebbe essere un imperativo. Pensiamo solo alle polveri sottili e ai metalli pesanti che vanno in atmosfera! Dovremmo illuminare il cielo per fare festa e non solo sparare botti.
Questo è possibile grazie a fuochi pirotecnici silenziosi, molto meno inquinanti di quelli normalmente in uso. In certi eventi rock sono stati fatti spettacoli solo di illuminazione mentre l’esperienza della città di Banff, in Canada, dove si svolge una festa molto partecipata il primo luglio e dove hanno usato fuochi d’artificio a basso volume, sono esempi da seguire».

Un appello a non sparare botti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno è facile da lanciare, mentre la conta degli animali feriti o morti, il giorno dopo, sarà senz’altro più difficile.

di Fabio Di Nunno

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°212
DICEMBRE 2020

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  • #animali a rischio
  • #botti
  • #capodanno
  • #fuochi d'artificio
  • #Stella Cervasio
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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