
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa inviatoci dall’associazione “tutela allevamento bufala mediterranea”, inerente all’emergenza brucellosi delle bufale.
“Task Force, Tavolo Verde, tavolo istituzionale, stakeholder o magari ricorrere ad altri nomi suggestivi non cambia il risultato fallimentare della Regione Campania per risolvere il problema della brucellosi. Gli allevatori in lotta di Terra di Lavoro attendono con fiducia la riunione di Roma convocata per uscire dalla gabbia in cui si sono chiuse Regione Campania, organizzazioni professionali e altri attori della vicenda. Confidiamo vivamente che in questa riunione tutti insieme si assumano la responsabilità politica e sociale di quanto sta accadendo nella provincia di Caserta.
Non possiamo accettare vecchie formule o piani inconsistenti, già ampiamenti fallimentari, considerata la gravità della situazione. Da qui l’urgenza che impone lo sforzo di tutti per tutelare il territorio, le famiglie degli allevatori, il reddito dei tanti operatori che vivono in questo settore e la salute pubblica. Inoltre, i tempi infiniti impiegati dalla Regione Campania per il pagamento degli indennizzi per ogni bufala abbattuta, unitamente alla questione del mancato reddito, di cui per ora si sono sentite solo tante chiacchiere senza alcun fatto concreto, rendono ormai la situazione insostenibile per gli allevatori, finiti ormai nella morsa di banche e procedure esecutive.
L’associazione continua a denunciare questo modo distorto delle istituzioni regionali di operare dividendo la comunità degli allevatori, mostrando un evidente disprezzo della mobilitazione .Mentre le istituzioni si riuniscono senza proposte immediate, efficaci e funzionali, cercando una sorta di autotutela istituzionale, nei primi mesi del 2023 sono stati macellate circa 8mila bufale e 14mila nel il 2022, delle quali di ancora nessun allevatore ha percepito un euro. Questi i fatti, in Regione le riunioni! È offensivo per chi sta subendo questa tragica situazione di crisi con l’abbattimento delle proprie bufale, sentirsi delegittimato e non riconosciuto dalle istituzioni regionali, pur avendo dimostrato con dati e numeri già ampiamenti pubblicati il fallimento degli interventi realizzati finora.
Istituzioni regionali totalmente distanti dal territorio e dalla realtà economica e sociale, al punto tale di considerare gli allevatori dei semplici “bufalari” nell’ accezione negativa del termine, ignorando le competenze, i titoli e le conoscenze sanitarie possedute dai giovani imprenditori del comparto bufalino circa tale settore. Allevatori giovani e meno giovani, capaci di sopportare con le proprie forze e di caricarsi sulle proprie spalle i ritardi, le omissioni e la mala gestione della Regione Campania relativamente ai problemi del comparto bufalino. È questo il modo in cui la Regione Campania calpesta la dignità di chi lavora.
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