
Dal 17 marzo scorso è possibile iscrivere i minori Stp dagli 0 ai 14 anni, figli di immigrati senza il regolare permesso di soggiorno e il codice fiscale, al Servizio Sanitario Regionale per ricevere prestazioni pediatriche, cure e assistenza nelle prime fasi di crescita. Lo ha stabilito la Regione Campania con una nota diramata a tutte le Asl del territorio, che indica i tempi e le modalità di assegnazione del Pediatra di libera scelta.
Si tratta di una decisione arrivata dopo lunghi mesi di sollecitazioni e richieste perpetuate alle istituzioni regionali e alle Aziende Sanitarie Locali, alle quali ha preso parte anche Informare. Sulle pagine del numero cartaceo di dicembre, infatti, pubblicavamo un’inchiesta sulle prestazioni pediatriche che in Campania non erano state ancora garantite a tutti i bambini privi di codice fiscale, ritenuto fino a pochi mesi fa requisito fondamentale per l’accesso all’assistenza, nonostante leggi nazionali ed internazionali affermassero l’uguaglianza dei diritti per i minori senza distinzioni di status sociale o di etnia.
Nelle settimane successive alla pubblicazione dell’articolo, Regione Campania e Asl hanno iniziato a mobilitarsi sulle misure in questione da adottare per risolvere la problematica, giungendo ad una svolta: i minori con codice Stp (Stranieri Temporaneamente Presenti) potranno essere iscritti al Servizio Sanitario Regionale, e quindi accedere alle prestazioni pediatriche e alle cure, senza il codice fiscale.
Una notizia straordinaria, considerando le ultime ripercussioni della guerra russo-ucraina che ha costretto migliaia di persone alla fuga e a rifugiarsi in territorio campano. I loro bambini potranno dunque entrare in possesso del codice Stp e ricevere cure. Un grande passo in avanti che, però, non ha incluso tutti i minori. Oltre ai codici Stp, assegnati ai bambini di tutti i paesi che non fanno parte dell’Unione Europea, esistono i codici Eni (Europei Non Iscritti), che invece possono essere richiesti dai bambini di tutti gli stati europei. La misura adottata dalla Regione Campania ed entrata in vigore a marzo, ha escluso i minori con codice Eni dalla possibilità di ricevere assistenza e un pediatra per la crescita: per loro il documento principale per l’iscrizione al Servizio Sanitario Regionale rimane il codice fiscale.
Una distinzione che lascia l’amaro in bocca, soprattutto a chi per lungo tempo è stato in prima linea negli aiuti e nell’assistenza ai minori che non avevano un pediatra di riferimento, come Emergency di Castel Volturno. «È una decisione che aspettavamo da tempo, un primo mattone che è stato messo per un’uguaglianza di tutti i bambini del mondo nel ricevere le stesse cure e gli stessi trattamenti. Purtroppo, i codici Eni sono rimasti esclusi dal provvedimento. Lo sapevamo benissimo, perché sugli europei non iscritti la regione ha difficoltà e anche dal Ministero dell’Interno arrivano risposte piuttosto ambigue» ci dice al telefono Sergio Serraino, referente territoriale della Ong. Per i codici Eni ci sarebbero infatti alcune difficoltà legate ai rimborsi delle prestazioni pediatriche, che le Asl campane che erogano il servizio dovrebbero richiedere ai paesi di provenienza dei minori che ricevono assistenza. I trattamenti per i codici Stp sono invece direttamente rimborsati dallo Stato italiano.
Soddisfatto Mario Morcone, assessore regionale alla salute, sicurezza ed immigrazione, che ai microfoni di Informare parla di «una svolta di civiltà che dovevamo alle persone e ai bambini che sono i soggetti più fragili». L’esponente regionale si è soffermato anche sulla guerra russo-ucraina, affermando che «ci stiamo muovendo per sistemare la questione relativa a tutte le famiglie ucraine che arrivano nel nostro paese insieme ai loro bambini».
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°228 – APRILE 2022
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