
La raccolta firme a favore del Referendum sulla Cannabis Legale ha superato quota 500mila, il quorum necessario, secondo la Costituzione, per passare alle fasi successive dell’iter che porta fino al voto. Al di là del dibattito attorno al quesito referendario, si tratta del primo esempio di raccolta firme completamente online e i suoi risultati mettono completamente in discussione le classiche modalità di partecipazione politica.
La nuova modalità di partecipazione ha segnato l’accelerazione delle sottoscrizioni al referendum sull’eutanasia legale, già molto gettonato, portandolo in breve tempo al superamento di 1 milione di firme. La prima raccolta esclusivamente digitale è stata però quella per il referendum sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis, che negli ultimi giorni sta facendo parecchio discutere. Nessun banchetto, né documenti alla mano: basta accedere al sito referendumcannabis.it, autenticarsi con lo SPID e confermare la richiesta via mail. In questo modo, l’obiettivo 500mila firme è stato raggiunto in tempi record, a solo una settimana dal lancio. Se poi si considera che le identità SPID sono solo 20 milioni (il 40% della popolazione italiana) il numero diventa ancor più significativo.
Da non sottovalutare è la tipologia di persone raggiunte: quasi la metà dei firmatari ha meno di 25 anni. Un dato che fa a cazzotti con i sondaggi sulla partecipazione alle elezioni politiche e amministrative, che vedono l’astensione di oltre la metà dei giovani tra 18 e 24 anni. L’accesa mobilitazione a favore del Referendum sulla Cannabis non solo ha confermato la voglia di cambiamento sul tema, ma ha dimostrato che, se coinvolti realmente, i giovani sono tutt’altro che disinteressati alla vita politica.
La possibilità di sottoscrivere il referendum dal proprio computer o cellulare ha fatto la differenza in un Paese con un enorme numero di giovani espatriati all’estero e dove, al Sud, la metà degli universitari si trova fuori dalla propria regione di residenza. Mentre dopo anni di discussioni, il diritto di voto ai cittadini in mobilità non è ancora garantito, causando ad ogni elezione la perdita di un bacino di voti importante (o scomodo?). A queste barriere si aggiunge il fatto che i giovani sono sempre meno rappresentati dai programmi e dalle proposte dei partiti politici nei loro bisogni, interessi e paure.
di Giorgia Scognamiglio
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°222 – OTTOBRE 2021
La legge organica in materia di intelligenza artificiale (da qui in poi “AI”), approvata in via definitiva dal Senato il ...
Il Carnevale di Palma Campania è una manifestazione di antichissima tradizione, che assume una rilevanza centrale per la com...