
“La recente pandemia virale ha contribuito a rendere uniforme sul territorio la disponibilità di apparecchiature per analisi genetiche che solo qualche anno fa sembrava impossibile disporre. Oggi è possibile sequenziare un genoma in tempi rapidi e economici. Le informazioni genetiche, il genotipo, abbinate alla radiomica, il fenotipo, hanno sviluppato una nuova disciplina che prende il nome di radiogenomica. Questo nuovo traguardo apre scenari fino a qualche anno fa impensabili nel trattamento delle patologie, specie oncologiche, ed ha condizionato la diffusione di una modalità di collaborazione fra i vari specialisti che prende il nome di GOM, gruppi oncologici multidisciplinari. Oggi è indispensabile avere, intorno ad un paziente, più specialisti, ognuno competente nella propria disciplina, oncologo, radiologo, anatomopatologo, radioterapista, genetista, chirurgo, Solo l’unione di tutte queste competenze consente di approcciare pienamente la sfida che da anni ci attanaglia: comprendere pienamente la patogenesi delle malattie ed individuarne la terapia più opportuna.
Un grande impulso verso questo obiettivo è atteso dalla nuova metodica definita editing molecolare, che da poco più di un lustro si è resa ubiquitariamente disponibile. La possibilità di aggiungere, cancellare o sostituire una singola base nucleotide di un qualsiasi genoma, in modo preciso e ripetibile, apre uno scenario di mutazione generazionale, dai risvolti imprevedibili e per taluni aspetti inquietanti.
Siamo ormai alle soglie della piena comprensione di tanti fenomeni, alcuni dei quali ancora dubitiamo se esistano davvero, o siano solo miti e leggende”, spiega Roberto Grassi, past president della Fondazione SIRM.
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