
Carmine Gorrasi: la svolta della Generazione Z a MasterChef Italia
La finalissima dell’undicesima stagione di MasterChef Italia, il cooking show di Sky prodotto da Endemol Shine Italy (disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su NOW) ha visto protagonisti tre giovanissimi ragazzi: Tracy (vincitrice dell’edizione), Christian e Carmine. Abbiamo incontrato proprio Carmine Gorrasi, in arte Carminiè (così soprannominato da Chef Antonino Cannavacciuolo), giovanissimo ragazzo salernitano che fin da subito si è rivelato essere un fuoriclasse, conquistando piatto dopo piatto tutti gli accaniti telespettatori.
Simbolo un po’ della generazione Z che vuole abbattere tutti i pregiudizi e non ha paura di inseguire i propri sogni, Carmine Gorrasi ha risposto a qualche nostra curiosità a poche settimane dalla fine dello show. Giovanissimo ragazzo di 19 anni, di Battipaglia, da poco uscito dal liceo scientifico.
«Avevo circa 12 anni quando per la prima volta mi sono realmente avvicinato ai fornelli. Successe tutto un po’ per caso, spinto forse dalla curiosità che mi avevano trasmesso i vari programmi culinari che guardavo. Così io e mia sorella decidemmo di cucinare per la nostra famiglia una domenica: fu un disastro! Andò così male che lei si arrese subito. Dall’altro lato invece quell’esperienza mi fece sentire bene, stavo bene vicino ai fornelli, mi sentivo a mio agio, così iniziai ad appassionarmi sempre più».
«In realtà sì, la mia prima scelta era questa. Solo che i miei genitori mi hanno spinto a frequentare un liceo scientifico. Sai, la mia passione era nata da poco, non c’era nulla ancora di concreto ed essendo ancora io un ragazzino avevano paura che potessi fare una scelta affrettata, mentre un liceo scientifico mi avrebbe dato delle basi più complete. Ed infatti non me ne pento affatto, il liceo mi ha dato tanto e soprattutto non mi ha impedito di continuare a coltivare la mia passione».
«Sì. Da sempre guardo programmi culinari, video, leggo libri di cucina. Ho cercato di formarmi con i mezzi che avevo a disposizione. E tentativo dopo tentativo sono diventato sempre più bravo ed il resto… è storia insomma».

«So che può sembrare scontata come risposta, ma MasterChef per me è stato un vero e proprio sogno. Attenzione, non sogno inteso come ecco, quando da bambini si dice “da grande voglio fare questo…“, ma proprio come un qualcosa di irreale. È successo tutto in modo veloce ed inaspettato. La televisione poi è un qualcosa che sembra sempre così lontano ed invece, tra la maturità e l’esame della patente, mi sono ritrovato a partecipare ai casting e ad entrare nel programma. Quindi è stata una gran bella emozione, un qualcosa di unico! Ancora oggi fatico a realizzare tutto ciò, è difficile razionalizzare il tutto, è un qualcosa di travolgente».
«Assolutamente gioia, senza ombra di dubbio. Certo sì, c’è stata quella tensione, quell’ansia quasi fisiologica che si ha quando affronti momenti e prove così importanti. E poi la voglia di vincere, arrivato a quel punto è ovvio pensarci e desiderare il trionfo».
«Nonostante la mia voglia di vincere fosse tanta, non ho provato neanche un pizzico di
delusione. Non ho sentito di deludere né me stesso, né tantomeno i giudici, i miei compagni
o la mia famiglia. L’emozione, la felicità sono state così vere e forti che la non vittoria è stata semplicemente il non mettere la ciliegina sulla torta. Un qualcosa che, paragonato a tutto il resto, contava veramente poco».
«Il rapporto tra me e mio padre non è mai stato dei migliori, abbiamo due caratteri poco compatibili. Ma ecco, MasterChef ci ha aiutato tanto perché ha permesso ad entrambi, soprattutto a mio papà, di connetterci l’uno con l’altro. L’orgoglio era così tanto che tutti gli scontri passati sono diventati improvvisamente un qualcosa di effimero. Entrambi i miei genitori hanno capito quanto valgo e si sono resi conto di quanto questo mio sogno sia un qualcosa di vero e concreto. Mi hanno sempre supportato senza mai pormi o impormi dei paletti e MasterChef li ha aiutati a realizzare ancora di più quanto sia forte questa passione».
«Sicuramente un po’ ho cambiato idea su Battipaglia. Prima la vedevo esclusivamente come gabbia da cui scappare, mentre ora realizzo quanto sia legato a questo luogo, ci sono le mie radici lì, fa parte di me. Ma allo stesso tempo non riesco ad immaginare il mio futuro lì, voglio viaggiare, scoprire e fare esperienze in altri luoghi».
«Ho intenzione di continuare con gli studi, sto frequentando infatti un’Università in Scienze Gastronomiche, progetto che avevo già da tempo e a cui tengo molto. Contemporaneamente vorrei comunque continuare a fare esperienze, sfruttando anche la “visibilità” che mi ha regalato MasterChef. Organizzare magari eventi, fare lo chef a domicilio o anche, chissà, magari qualche esperienza in cucina. Studio e gavetta insomma».
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
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