
A pochi giorni dal voto del 23–24 novembre che deciderà le sorti dei prossimi cinque anni della Regione Campania, abbiamo intervistato Virginia Crovella e Francesco Apperti, candidati nella lista “Roberto Fico Presidente” per la circoscrizione Caserta, a sostegno della coalizione di centrosinistra guidata da Roberto Fico. Al centro dell’intervista i temi riguardanti la mobilità, il turismo, il Policlinico e una serie di cantieri ancora aperti che interessa la città.

Apperti: «Per vent’anni abbiamo assistito ad una sarabanda di promesse. Oggi i cantieri procedono con una lentezza imbarazzante: sui giornali compaiono a intermittenza notizie di blocchi, intoppi, pagamenti ritardati e perfino cambi d’impresa. Il primo atto, se eletti, sarà un’operazione trasparenza, cioè pubblicare il percorso amministrativo completo, i cronoprogrammi, gli stati di avanzamento e i pagamenti, così che i cittadini possano vedere dove e perché si inceppa l’iter. L’opera resta strategica: attorno sono già state realizzate o preparate infrastrutture e servizi. Non completarla sarebbe una doppia beffa: strade e lottizzazioni ci sono, ma manca il punto centrale di tutto lo sviluppo dell’area. Le condizioni per arrivare all’apertura ci sono, ma vanno rese chiare e tracciabili».
Crovella: «Il principio guida è semplice: niente fondi a pioggia senza piani. In Italia e in Europa spesso arrivano finanziamenti scollegati da una pianificazione organica. A Caserta è successo con fondi per parcheggi (anche sul PIN/PNRR), senza un piano parcheggi o un piano traffico aggiornato; con fondi per ciclabili senza PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile); con risorse per infrastrutture senza un piano urbanistico coerente. Ogni euro deve essere vincolato a strumenti approvati e aggiornati. C’è poi un tema tecnico: rifare l’asfalto su assi viari sotto i quali corre una rete fognaria vetusta è uno spreco. Si deve intervenire prima sull’infrastruttura sottostante e poi sulla pavimentazione, altrimenti la durata è breve. La competenza è condivisa tra Regione e Comune, ma il metodo deve essere unico».
Apperti: «È vero: manca un piano parcheggi, manca un disegno urbano complessivo. La città è ancora auto-centrica. L’obiettivo dei piani che spingeremo è ridurre al massimo l’uso dell’auto privata fino a rendere possibile vivere senza possederne una, come in molte realtà europee».
Apperti: «Il turismo deve essere diffuso e sostenibile. Diffuso significa rivalorizzare zone come San Leucio, Caserta Vecchia, i Ponti della Valle, l’Anfiteatro Campano, Capua e Sant’Angelo in Formis, che vanno messi in rete con servizi, guide e anche promozione dei cammini sui Monti Tifatini. Sostenibile perché crediamo nel turismo lento, fatto a piedi o in bici. Oggi si ripete che Caserta è “mordi e fuggi” perché manca l’attrattività a restare. Se poi c’è ancora chi propone di riaprire piazza Carlo III al traffico, capisci allora la fragilità culturale del dibattito. Anche i finanziamenti vanno condizionati a risultati misurabili: prendere risorse per festival come Settembre al Borgo senza un ritorno reale sul borgo, non ha senso. Progetto chiave è la ciclovia del Carolino sulla ferrovia dismessa Caserta–Benevento per collegare Reggia e Ponti della Valle con un asse di mobilità e turismo sostenibile.»
Crovella: «Nel programma c’è l’urgenza di una legge regionale finanziata sul cicloturismo. Oltre al Carolino, riteniamo essenziali la ciclovia del Volturno e le ciclovie in pianificazione dei Regi Lagni e di Lago Patria».
Apperti: «Ci sono gravi criticità e necessità di importanti lavori di messa in sicurezza. Tutto è esploso dopo la caduta della grada di un faro: da lì gli accertamenti hanno evidenziato anni di mancate manutenzioni, ritardi su piani antincendio e sicurezza, possibili criticità impiantistiche (vasche di drenaggio, perdite). Oggi non ci sono le condizioni per l’agibilità in sicurezza. Capisco il disagio, anche perché è chiusa pure la piscina comunale, ma serve un’operazione chiarezza: sopralluoghi congiunti, verbali pubblici, e lavori immediati di messa in sicurezza. Se aspettiamo progetti infiniti e nuovi finanziamenti, rischiamo anni di chiusura».
Crovella: «Al momento nessuna novità. Conosciamo bene il dossier: quel finanziamento per la rigenerazione della biblioteca è il risultato di una mobilitazione civica che abbiamo promosso con Comitato Biblioteca Organizzata e Comitato Città Viva. La biblioteca di via Laviano è un bene comune gestito con un patto di collaborazione tra Comune e associazionismo. Oggi però i commissari stanno passando al setaccio circa 70 progetti PNRR, separando quelli cantierabili da quelli a rischio: la biblioteca rischia di finire tra i non proseguibili. È il frutto di una gestione distorta della seconda amministrazione Marino, di una corsa al finanziamento senza pianificazione né valutazione della capacità dell’ente di progettare e seguire i cantieri. I casi simili sono almeno una ventina su 70. Serve una cabina di regia che salvi gli interventi pronti e ricalibri gli altri».
Crovella: «In un territorio già compromesso l’attività estrattiva va fermata. Il principio che applichiamo anche ai rifiuti è “no a nuovi impianti” ad alto impatto e “no a nuove cave” dove i carichi ambientali sono già pesanti. Le ultime bocciature sono arrivate grazie ai vincoli culturali, che hanno fermato ciò che la politica avrebbe avallato. È un tema etico oltre che ambientale».
Apperti: «Siamo tra le province con più fronti di cava e maggior volume estratto in Italia. Abbiamo fornito materiale a mezza Italia e oltre. Direi che basta così: basta guardare il paesaggio per capirlo».
Crovella: «La prima cosa importante da dire è di andare a votare. L’astensione non punisce la cattiva politica, toglie democrazia ai cittadini. Il nostro biglietto da visita sono i vent’anni nei movimenti civici e nell’associazionismo ambientale e sociale. È un impegno che continuerà comunque, anche dopo il voto. Roberto Fico rappresenta una discontinuità rispetto a un centrosinistra che non ha dato spazio alle energie positive di questa terra e mette al centro giustizia sociale e ambientale: per questo la lista è stata connotata con profili come i nostri».
Apperti: «Invitiamo a scegliere liberamente persone da valutare per verità ed essenza, non per slogan. Non chiediamo fiducia su promesse, ma su pratiche: sono vent’anni che proviamo a fare le cose che diciamo. Il giudizio spetta ai cittadini, ma la coerenza è ciò che possiamo offrire».
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