
Un episodio grave che purtroppo accade molto spesso, soprattutto quando si parla di parcheggiatori abusivi. L’ennesimo caso di vandalismo è successo a Castel Volturno. La vittima è un giovane che, rifiutandosi di pagare un parcheggiatore abusivo, si è visto depredare la sua automobile. Il danno riportato comprende la sottrazione dello stereo, fari anteriori e ruota di scorta oltre ai finestrini mandati in frantumi.
Il fatto è accaduto fuori da un lido nella zona Ischitella. La dinamica ha visto il giovane proprietario della macchina rifiutare di pagare il parcheggiatore abusivo l’ammontare di 5 euro. Al che, una volta allontanato dall’autovettura, il parcheggiatore abusivo ha letteralmente distrutto il veicolo.
La storia del giovane, è stata ripresa da Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi. Borrelli ha così scritto sui suoi canali social: “E’ da tempo ormai – ha raccontato la vittima – che in quella zona girano diversi personaggi simili, non capisco come sia possibile che non arrivi mai qualcuno delle forze dell’ordine a effettuare controlli e a beccare queste persone che chiedono soldi. Così facendo ci rendono succubi di tale fenomeno, soprattutto chi ha macchine più nuove. Ci costringono a piegarci, o non dovremmo uscire più”.
Francesco Emilio Borrelli da tempo sta portando avanti una vera e propria battaglia contro i parcheggiatori abusivi e le loro richieste estorsive: “Quanto accaduto è vergognoso, ma è solo l’ultima aggressione di una serie infinita. I parcheggiatori abusivi, non ci stancheremo mai di ribadirlo, sono criminali a tutti gli effetti. Altro che padri di famiglia che portano il pane a casa. Sono estorsori violenti”.
Borrelli ha poi continuato il suo lungo post invocando fermezza e decisione per contrastare questi fenomeni criminali: “Fanno parte di un sistema camorristico che frutta migliaia di euro, a nero, ogni giorno. Senza dimenticare che la maggior parte di questi delinquenti percepisce illegalmente anche il Reddito di Cittadinanza. Qualcosa è stato fatto negli anni, ma troppo poco. E, palesemente, non è bastato. Occorre agire con il pugno duro, con servizi specifici da parte delle forze dell’ordine. Pugno duro e certezza di andare in carcere, solo così si può iniziare a debellare questo vergognoso fenomeno”.
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