
«Non ho mai smesso di allenarmi, anche quando i miei compagni mi dicevano: “perché corri tutto il giorno?”. Volevo essere in forma.
A Battaglia organizzarono un torneo tra profughi, fui nominato miglior giocatore ed una collaboratrice del centro si mise in contatto con varie squadre per farmi ottenere un provino. Parlai con l’Abano, poi arrivammo fino al Padova. Mi dissero che era molto difficile inserirmi nel vivaio biancoscudato visto che non avevo mai giocato in nessuna squadra. Ma alla fine ottenni un allenamento di prova.
Vedevo giocare i miei compagni e non mi sentivo all’altezza, ma alla fine di quell’allenamento il mister Centurioni mi disse che sarei potuto tornare. Per otto mesi non ho potuto giocare, ma non ho mai smesso di allenarmi e quando ho esordito con la Primavera contro il Parma ho provato un’emozione fortissima».
«I piedi mi facevano male, alla sera quando tornavo a casa il dolore era forte ma non mi lamentavo perché volevo raggiungere il mio sogno e so che senza sacrificio non si ottiene niente».
Il mister Centurioni ha sempre creduto nel talento di Cherif e lo ha portato in prima squadra fino a farlo esordire. «Quando mi hanno detto che ero convocato sono tornato a casa e ho pianto. Ero anche in Ramadan, ho giocato solo un minuto, ma non lo scorderò mai. Il Padova mi ha accolto in maniera meravigliosa, la città è splendida e non ho mai avuto problemi. Mi sento padovano».
Sto aspettando il ricorso da un anno, vado avanti a permessi provvisori che non mi permettono di giocare». Ma i permessi provvisori legano lo straniero al centro di accoglienza e questo gli impedirebbe di spostarsi in trasferta o di avere una casa propria. «Non posso trascurare gli allenamenti, ma a causa dell’emergenza sanitaria non ho potuto frequentare una squadra. Senza il lavoro non ho più potuto aiutare mia sorella, cosa che mi fa soffrire».
Ma Cherif non molla!
«Mi alleno ogni giorno, a casa e nel parco vicino anche se non posso giocare. Voglio essere pronto per quando potrò rientrare in squadra. Io ho un sogno e so che per realizzarlo c’è bisogno di sacrificio e forza di volontà».
È questo il messaggio che vuole lanciare ai ragazzi che vorrebbero seguire questa strada, non tutti hanno i soldi per potersi permettere i campi di preparazione e spesso si lasciano demoralizzare dalle difficoltà.
Purtroppo non sempre i veri talenti vanno avanti, spesso solo chi può permetterselo economicamente ci riesce. Ma la volontà di raggiungere i propri sogni deve essere la forza che ci spinge a raggiungerli. Fermiamoci a riflettere su quali e quante possibilità realmente diamo ai ragazzi nello sport, mentre il circo della Serie A non si è fermato, le piccole società hanno dovuto arrendersi alla pandemia e alla chiusura delle attività per le serie minori. Forse chiamate così proprio per le minori possibilità che vengono loro garantite.
Buona fortuna Cherif, sicuramente riuscirai a realizzare i tuoi sogni.
Di Alessandra Criscuolo
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE NUMERO 216
APRILE 2021
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