
Eccola la salita, ecco l’uomo solo al comando. Oppure in quel meraviglioso museo all’aperto che dal 1956 è Arcumeggia in provincia di Varese, su un muro ecco Coppi e Bartali, “I corridori” di Aligi Sassu; Sassu è stato il poeta iconografico del ciclismo.
Oli su tela, disegni che sono diventati addirittura un libro del mitico Gianni Brera in cui si rappresenta in maniera vivida e realistica la triade sacra del ciclismo: Fatica, Sforzo e Lotta. Leggiamo le parole del maestro Sassu: “Da ragazzo correvo in bicicletta. Era la mia stagione eroica, adoravo il fruscio delle gomme leggere sull’asfalto, l’odore acre di fumo, di bagnato, di terra che assorbivo, la testa incassata nelle spalle, chino sul manubrio attraverso i paesi, le campagne, gli acciottolati sconnessi di volata (…) solo chi ha lungamente lottato sulle strade può comprenderne tutta la poesia”. Infondo nei suoi dipinti sul ciclismo il maestro ci ha consegnato il suo più intimo autoritratto!
di Roberto Nicolucci
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°229 – MAGGIO 2022
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