
Raffaele Giovine, candidato del movimento civico “Caserta Decide”, è il più giovane tra gli aspiranti “sindaco”, ma non per questo meno conscio degli interventi da attuare nel suo territorio. Il movimento civico ha una forte vocazione popolare e il programma è frutto di webinair e passeggiate per la città di cui lo stesso Giovine era ovviamente protagonista. Quest’ultimo è forte anche dell’esperienza maturata come presidente del Comitato per Villa Giaquinto.
«Il percorso di Caserta Decide nasce dal mondo dell’associazionismo, dell’impegno sociale e civile, dell’imprenditoria e delle professioni, ma soprattutto da tantissime persone che si danno da fare per la propria città: chi prendendosi cura di un parco, chi organizzando una rassegna di cinema all’aperto, chi battagliando per il reddito di cittadinanza e per la rigenerazione delle case popolari. L’attivismo da solo non era sufficiente per rendere Caserta una città accogliente, solidale, verde e quindi è stato il passaggio naturale candidarci alle elezioni amministrative».
«Dobbiamo immaginare un piano strategico per incentivare l’imprenditoria, soprattutto quella giovanile ed innovativa. Costituiremo un ufficio bandi che supporti le imprese nell’ottenimento dei finanziamenti pubblici e privati. Avremo bisogno di coinvolgere tutti: gli ordini professionali, le organizzazioni di categoria, l’università. Inoltre, va aperto un dialogo con i proprietari degli immobili inutilizzati, che possono diventare un volano di sviluppo. Su questo il Comune farà la sua parte, affideremo gratuitamente a cooperative di giovani i beni confiscati alla camorra ed immaginiamo sgravi specifici sull’occupazione di suolo pubblico e sulle altre tasse comunali per chi investe».
«L’Amministrazione Marino è stata un’Amministrazione lontana dalla città e dai suoi bisogni. La città è una comunità di persone, di interessi e di necessità: per capirla, occorre un dialogo continuo con i cittadini. Il Sindaco attuale è percepito come assente e lontano e, quindi, incapace di gestire i problemi. Per questo motivo il mio obiettivo sarà creare delle consulte di quartiere, per avere sempre un contatto diretto con la città, anche attraverso i consiglieri».
«Ci siamo battuti affinché venisse approvato il Regolamento per l’Amministrazione Condivisa dei beni comuni. Riteniamo che la partecipazione dei cittadini nella gestione delle aree verdi sia un elemento innovativo e dirompente: basti pensare a Villa Giaquinto e alle Ville di Via Arno e Parco degli Aranci, che rappresentano una maniera virtuosa di vivere lo spazio pubblico. Bisogna fare di più, non si possono lasciare soli i cittadini: costituiremo un Ufficio per i Beni Comuni per supportare le esperienze di gestione civica. Ai cittadini va affiancata la presenza delle istituzioni. Invece, rispetto alle eccellenze culturali, abbiamo un piano specifico di coinvolgimento: Caserta è densa di compagini artistiche creative che danno pregio alla città in tutto il mondo. Vanno coinvolte con un tavolo permanente che riscriva insieme le politiche culturali della città e supportate con provvedimenti specifici, ad esempio detassando di IMU e TARI gli spazi culturali, stilando un inventario degli immobili abbandonati da rivitalizzare con usi culturali e facilitando la comunicazione delle iniziative».
di Redazione Informare
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