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Comunali Napoli. «Partire dalla cultura della legalità»: intervista a Catello Maresca

Redazione Informare
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8 settembre 20216 min di lettura

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Comunali Napoli. «Partire dalla cultura della legalità»: intervista a Catello Maresca

Catello Maresca, ha lavorato presso la Direzione distrettuale antimafia (DDA) e come sostituto procuratore presso la Procura Generale di Napoli. Oggi è candidato sindaco di Napoli per il centrodestra, con un programma molto incentrato sul recupero delle periferie ed il rispetto delle regole, centrale per dare a Napoli una prospettiva europea. Lo abbiamo intervistato per comprendere meglio le sue idee. 

La città di Napoli ha molteplici difficoltà con diversi livelli di difficoltà (prevenzione, ordine pubblico, sicurezza, salute, etc.). Come mai hai deciso di affrontare questa sfida? 

«Il discorso è molto complesso, ma mi dà la possibilità di affrontare tanti argomenti. Partiamo da un primo concetto: non è vero che in maniera assoluta il sindaco di una città non ha poteri di ordine pubblico e mi spiego. Creare le condizioni per il lavoro passa attraverso le istituzioni. Sto incontrando molti imprenditori che mi ripetono che non possono investire, perché non ci sono le condizioni. Ma quali sono le condizioni? Vengono chieste sicurezza e infrastrutture. Cosa può fare il sindaco? Per la sicurezza si possono creare le condizioni di ordine attraverso il rispetto delle regole che non hanno colore partitico, per me sono regole di valore universale. Ci vuole la cultura della legalità e chi meglio delle istituzioni deve dare l’esempio? La polizia municipale ha molte competenze e può intervenire sicuramente sul rispetto delle regole. Un altro esempio, a noi che viviamo la città, è molto noto ed è il rispetto delle regole della circolazione stradale che, ovviamente, in una città metropolitana è ancora più importante. Alcune volte si confonde la democrazia con l’anarchia: ognuno pensa che si può fare ben oltre il perimetro dei propri diritti o delle proprie libertà. Recuperare il rispetto del perimetro delle libertà altrui, non solo delle proprie, è un primo passo per non fare danni alla vita della comunità. Per me, quindi, prima di tutto vi deve essere un rispetto rigoroso delle regole. Non è affatto strano che questa richiesta di rispetto delle regole viene proprio dai quartieri più difficili».  

Quali sono i princìpi della tua iniziativa? 

«Voi conoscete bene la realtà di un territorio che è stata liberata dalle mafie attraverso le attività della magistratura e delle forze dell’ordine, ma poi il vuoto che si crea deve essere riempito dalle istituzioni, altrimenti, prima o poi sarà rioccupato dai delinquenti. L’organo deputato alla prevenzione del fenomeno è l’istituzione, anche locale; l’attività repressiva è deputata alla magistratura. Il Comune deve avere il controllo del territorio, ad esempio, con la videosorveglianza. Nel tempo risolvi le difficoltà migliorando la mentalità, ma nell’immediato le risolvi con proposte concrete e in merito ho le idee molto chiare e riuscirò a far capire che il rispetto delle regole e l’autorevolezza delle mie proposte siano molto credibili». 

Alcune tue dichiarazioni hanno suscitato molte polemiche…

«Il mio programma, il mio progetto e le mie liste hanno princìpi chiari, cioè quella di non portarsi dietro zavorre ideologiche e sostanziali legate al passato che ti possono condizionare nelle scelte future. Ho fatto delle scelte chiare che hanno attirato inutili polemiche sui simboli, ma non è assolutamente una questione di simboli, per me è una questione di sostanza, cioè di merito, di autonomia e di capacità operativa».    

Come ritieni di portare avanti la campagna elettorale nelle prossime settimane? 

«Io credo ad un modello: bisogna saper ascoltare prima di intervenire. Nel caso della città di Napoli i problemi sono complessi e diversificati: ascoltare ti consente di entrare nel merito e anche di valutare ipotesi di soluzioni. Sono certo di aver fatto per oltre venti annI il magistrato con spirito di servizio. Insieme alle associazioni, tra cui anche la vostra, abbiamo portato avanti tante iniziative, sempre con la schiena diritta ed essendo coscienti che abbiamo preso un impegno con tutta la collettività. A costo di sacrifici, a volte sacrifici molto grandi, ma che pesano molto di meno quando ci credi fermamente. E noi ci abbiamo sempre creduto fermamente». 

 Hai già delle idee sulla prossima squadra che ti affiancherà? 

«Anche in questo caso ho le idee chiare. Gli assessori dovranno essere competenti e riconoscibili. Il sindaco non può essere tuttologo, pertanto deve cercare di organizzare e far dialogare tra di loro tutti i soggetti coinvolti. Gli assessori non devono essere per forza solo tecnici, ma devono sicuramente avere una proiezione tecnica. Uno degli obiettivi è mettere al centro dell’attività amministrativa la tutela della salute pubblica che, come tutti sanno, è la prima autorità a dover prevenire e intervenire. Non temo assolutamente la paventata ipotesi di futuro isolamento rispetto alle autorità regionali e nazionali, ripeto il concetto: io sono un uomo delle istituzioni e credo fermamente nelle istituzioni. Non posso minimamente accettare future ipotetiche preclusioni. Ritengo di essere stato una persona che ha sempre saputo fare rete ed essere sempre riuscito a far collaborare le persone tra loro. Ci riuscirò anche con le altre istituzioni sovracomunali». 

Il dissesto finanziario potrà limitare le attività di programmazione amministrativa? 

«Il dissesto finanziario si affronta con grande serietà e onestà. Se non si hanno i numeri certi si parla del nulla. Non posso sopportare che la gente sia presa in giro. Bisogna essere precisi e non fare proclami. C’è un’enorme problema di spesa corrente che è fortemente limitato dalle leggi, soprattutto quando c’è stata un’evidente cattiva gestione ovvero pensare di poter scaricare sempre tutto sulle generazioni futuro. In merito voglio essere ancora più chiaro: la prima operazione sarà di verità, dobbiamo esporre i numeri certi in merito alla stratificazione dei debiti. Poi bisogna intervenire sulla spesa corrente, soprattutto con la digitalizzazione e la gestione ottimizzata delle risorse disponibili che sono circa 4.600 unità. È indispensabile, inoltre, razionalizzare la riscossione dei tributi. È un lavoro lungo e scrupoloso, ma che sono certo di poterlo affrontare con serietà, competenza e trasparenza». 

Un messaggio finale, prima di salutarci? 

«Mi rivolgo ai tanti giovani presenti oggi nella redazione di Informare. Ho le idee molto chiare su un futuro piano di programmazione sulla formazione, anche in sinergia con la Regione Campania. Ad oggi, le istituzioni locali spesso non hanno un piano strategico a 10 e 20 anni per capire quali siano le figure professionali che veramente servono. Come si fa a programmare gli investimenti se non conosci le necessità? Propongo, invece, una strada chiara: partire dalla conoscenza chiara delle figure professionali che il mercato richiede nel prossimo futuro e, di pari passo, organizzare gli investimenti formativi. Deve essere un vero e proprio percorso culturale. Sono certo che possiamo migliorare la mentalità e la voglia di ascoltare anche da parte dei cittadini, i quali meritano delle opportunità concrete e fruibili».

di Redazione Informare

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N°221 – SETTEMBRE 2021

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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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