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Dalla quasi acquisizione alla battaglia legale: Lvmh-Tiffany

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6 novembre 20204 min di lettura

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Dalla quasi acquisizione alla battaglia legale: Lvmh-Tiffany

Intramontabile, impressa nella mente di tutti, l’immagine della bellissima Audrey Hepburn che, in tubino nero firmato Givenchy, fa colazione dinanzi alla vetrina di una delle gioiellerie più apprezzate al mondo.

“Colazione da Tiffany” è il film cult che ha sancito e confermato l’adorazione persistente verso il marchio e ciò che esso rappresenta. Vantava già in precedenza la notorietà che tutt’oggi possiede, oltre agli splendidi e ben prezzati gioielli oggi fa rumore per la battaglia legale intrapresa contro Lvmh.

Verso fine 2019 era stata resa nota la notizia dell’imminente acquisizione di Tiffany da parte del gruppo francese. Un acquisto parecchio costoso seppur altamente vantaggioso. Per 16,2 miliardi di dollari, all’incirca 14,7 miliardi di euro, a novembre 2019 Lvmh acquista Tiffany & Co. dopo aver rialzato la propria offerta a 135 dollari ad azione in contanti dai 120 proposti ad ottobre. La presenza della gioielleria americana nel gruppo francese avrebbe ampiamente rafforzato il posizionamento del colosso che vanta marchi di lusso del jewelry come Bulgari, Tag Heuer, Zenith, Chaumet, Hublot e Fred. Sarebbe stato, inoltre, il competitor per eccellenza a fronteggiare un altrettanto potente gruppo come Richemont, possessore di Cartier e Van Cleef & Arpels, altri big del settore.
Per Lvmh si sarebbe trattato della maggior acquisizione mai effettuata, di gran lunga superiore a quella del 2017 per acquistare la quota restante di Christian Dior e tre volte superiore a quanto pagato per rilevare Bulgari nel 2011. Dall’effettivo passaggio alla rottura degli accordi ripercorriamo quanto è successo. Con 321 negozi per il mondo e 4,44 miliardi di dollari Tiffany è nel mezzo della sua compravendita da parte di Lvmh che sarebbe dovuta terminare entro metà 2020. Qualcosa va storto, il gruppo francese tentenna, prende tempo, sembra indietreggiare a causa della pandemia e della crisi economica. Passano mesi, si arriva a settembre 2020 con una comunicazione ufficiale. L’accordo viene definitivamente annullato dagli stessi acquirenti.

Incredula, l’azienda Tiffany reagisce e risponde per vie legali, intenta una causa in Delaware con un documento di 96 pagine in cui spiega la circostanza. In questo modo chiede al tribunale di far legittimare al gruppo francese l’acquisizione, oramai in atto, come era stato pattuito o, in alternativa, di valutare i danni del ripensamento. Dal proprio canto Lvmh corre ai ripari ed avvia a sua volta una causa contro Tiffany affermando che il contratto d’acquisto sia stato invalidato dalla cattiva gestione dell’azienda. Sempre a settembre giunge voce a Forbes, da parte di una fonte attendibile, che nonostante la pandemia Tiffany stesse pagando milioni di dividendi agli azionisti e questo ha causato la decisione finale di annullare l’assorbimento.

Questo sarebbe il gesto poco compreso e incriminante per cui gli accordi siano completamente sfumati. Lo scontro legale, atteso da tutto il mondo del luxury, è stato rimandato al 2021 in cui si spera che i due avversari riescano a trovare un accordo comune. Aldilà dei motivi espressi e non, il gruppo francese guidato da Bernard Arnault ha letteralmente perso un’occasione d’oro poiché, nonostante possegga già Bulgari, il marchio storico americano è stato fondato cinquant’anni prima rispetto al collega romano e possiede un’impostazione di lifestyle già solida e versatile. Come se non bastasse, il nome altisonante di Tiffany avrebbe influito a lungo andare in modo positivo in termini di guadagno. Nel periodo antecedente all’assorbimento ha, di fatto, conquistato una bella fetta di clienti asiatici.

Il mercato orientale è il più ambito dell’era moderna e indubbiamente, grazie all’eccellenza orafa e alla propria strategia Tiffany & Co. l’ha conquistato. Tuttavia, Lvmh sventola il movente del ripensamento, è a causa della gestione catastrofica della gioielleria se la vicenda non si è conclusa come avrebbe dovuto. Valida o meno, sarà compito della legge venirne a capo e decidere in che modalità la situazione dovrà evolversi. Non resta che attendere e scoprire chi dei due l’avrà vinta o se a perdere saranno entrambi.

di Chiara Del Prete

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°211
NOVEMBRE 2020

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  • #Arnault
  • #battaglia legale
  • #Lvmh
  • #Tiffany
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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