A Napoli l’arte non è una categoria, non è un lavoro concepito nel modo classico (infatti qui da noi si traduce “fatica”, ndr). L’arte è un modo di vivere: per questo motivo non deve impressionare o non bisogna scandalizzarsi quando si incontra un artista che è impegnato in più in settori che non sembrano collimare tra loro. È il caso , frontman del gruppo musicale , molto in vista nel panorama musicale partenopeo e, recentemente, regista del film d’animazione . L’incontro tra i Foja e, nella fattispecie, Dario Sansone con il cinema non è nuovo. Solo qualche mese fa i Foja sono stati partecipi della colonna sonora dell’ultimo film di “La parrucchiera” e oggi pongono la loro firma sotto il film d’animazione “Gatta Cenerentola”, di cui Sansone è anche regista. ha affermato Sansone, parlando del rapporto tra la musica e il cinema.

Napoletani che vivono la propria città, rendendola una concreta musa ispiratrice per la propria musica. Non si parla solamente di radici, come fanno tanti altri che sono andati via. Loro sono qui e sono attivi sul loro territorio. Perché? «Per me stare qui è una scelta naturale. In questa città puoi ammirare più facce di un essere umano, nei suoi lati più oscuri o nelle sue gesta nobili. Per un artista è fondamentale perché ti mette nella condizione di poter raccontare, di leggere storie di tutti: un continuo bacino di ispirazioni».
Proiettato a Nisida, nel carcere minorile, il film “Gatta Cenerentola” ha rappresentato un momento di unione tra la scolaresca presente e alcuni dei detenuti. L’arte, rappresentata dalla musica e dall’animazione, è stato uno strumento di coesione sociale. «La musica è un grande veicolo» ha detto il frontman dei Foja, in quel caso presente in qualità di musicista per la colonna sonora e di regista per il film, «come ogni opera d’arte che riesce ad aprire le menti, a creare comunione. La musica anche attraverso i concerti riesce a fare uno scambio vivo e reale, un confronto all’interno di una comunità. Se fatta in modo sano e con il cuore aperto è sicuramente un veicolo di idee. Può essere una grandissima ancora di salvataggio per le persone, ci riesce persino con gli artisti che producono musica: è un autoterapia quando butti fuori le cose, quando hai bisogno di comunicare fuori i tuoi problemi, i tuoi pensieri. È un veicolo fortissimo e… può cambiare il mondo».
Vivacità, grande talento e poliedricità, sono caratteristiche che ti permettono di spaziare, di essere libero nell’ambito artistico, riuscendo in ogni ambito nel quale ti cimenti. Per essere artisti, a Napoli, ce vo a “Foja”.
di Savio De Marco
Foto di Francesco Catalano
Tratto da Informare n° 174 Ottobre 2017
La legge organica in materia di intelligenza artificiale (da qui in poi “AI”), approvata in via definitiva dal Senato il ...
Il Carnevale di Palma Campania è una manifestazione di antichissima tradizione, che assume una rilevanza centrale per la com...