
Quando ho iniziato a coltivare la mia passione per la scrittura, particolarmente per il giornalismo, non avrei mai immaginato di trovarmi alla tenera età di 21 anni a ricoprire il ruolo di direttore responsabile di una testata giornalistica. Soprattutto non avrei mai pensato di farlo in una realtà di ben 67 redattori, per la maggiore giovani che covano una passione smisurata per questo mestiere.
Quando ho solcato la porta della redazione di Informare ero un giovane disilluso sulle sorti della società e della politica; ero perso unicamente nel disperato bisogno di “uno spazio di libertà” che potesse dar voce alle mie inchieste e alla mia attenzione verso chi giace ai bordi di una società ancora troppo miope. Col sudore e un sano coinvolgimento siamo riusciti a garantire ai nostri lettori un magazine di qualità, facendo passi da gigante per portare sempre più in alto una mission utopica: un giornalismo indipendente frutto della passione di chi crede nei sani valori della professione. Un percorso che non sarebbe stato possibile senza la guida di Tommaso e Angelo Morlando, due persone che resteranno centrali per la mia formazione umana e professionale; ognuno di noi deve a loro la capacità di lottare per princìpi che non potranno mai avere un valore di mercato. Vi starete chiedendo perché ne parlo in questo editoriale?
Il numero di questo mese lo ritengo straordinario, con una prima pagina di grande impatto, un cazzotto allo stomaco ed un’esclusiva che ci arriva direttamente dalla Calabria, dalla penna del talentuoso Saverio Di Giorno. Parliamo di crisi della Giustizia, del caso Palamara che ha sconvolto il palazzo dei marescialli, creando un grande vuoto istituzionale e sfiducia nei cittadini. Ribadiamo che da parte nostra non verrà mai meno la fiducia nelle Istituzioni, che restano un punto di riferimento per tutti, ma occorre un cambiamento che parta dalle fondamenta: l’indipendenza della magistratura resta un pilastro costituzionale, così come la sua indipendenza dalla politica e viceversa. Sia chiaro: la politica NON deve più entrare nelle nomine inerenti la magistratura. Grazie all’aiuto di ogni singolo collaboratore, questo mese siamo stati nella Casa circondariale di Pozzuoli per far luce sul funzionamento dell’Istruzione all’interno delle carceri, ma non solo. Con Nello Trocchia abbiamo analizzato la storia e il presente della mafia romana, mentre abbiamo incontrato la senatrice Castellone (M5S) per discutere della campagna vaccinale e comprendere il nostro percorso verso “la luce in fondo al tunnel”.
E a proposito di speranze, abbiamo analizzato il piano Next Generation UE per sottolineare due grandi assenti: la disoccupazione giovanile e il Sud. Non abbiamo dimenticato l’arte, anzi, oltre alle tante recensioni da sfogliare ci sono le interviste esclusive allo storico frontmen degli Osanna, Lino Vairetti, e al fotografo campano Antonio Biasiucci. Insomma: questa storia, iniziata nel 2002, continua a vivere nelle penne di ogni giovane che sceglie di non cedere al silenzio-assenso, nella voglia di libertà di ognuno dei nostri lettori.
di Antonio Casaccio
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N° 216
APRILE 2021
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