
Il Premio d’Eccellenza Città di Castel Volturno, oltre a far emergere le migliori risorse del nostro territorio, ha fatto sì che avesse eco un forte messaggio di uguaglianza; proprio sulla scia di tale intento il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico ha esplicitato la necessità di portare Ius soli e Ius Culturae all’attenzione del Parlamento.
Quel giorno, tra i premiati, vi era anche la squadra del TamTam Basket di Castel Volturno, formata prevalentemente da figli di immigrati regolari e irregolari che vogliono fare la cosa più semplice al mondo: praticare lo sport che amano. Dopo pochi giorni dalla fine del Premio Città di Castel Volturno, però, arriva l’ennesima pessima notizia per i cestisti di coach Massimo Antonelli, stavolta la Fip (Federazione italiana pallacanestro) non ha concesso la deroga che liberava il TamTam dalla norma che vieta di schiarare più di due stranieri per il campionato di Eccellenza under 17 e under 19.
I ragazzi non possono giocare il campionato che hanno meritato e qualcuno gli dovrà spiegare perché non possono competere nella disciplina che amano. I giovani e i coach non ci stanno e man mano centinaia di riflettori, nazionali ed internazionali, si accendono su di loro per dar voce ad una vera battaglia di giustizia.
A ciò si aggiunge una filiera istituzionale che, promossa dall’assessore regionale Mario Morcone e dal Presidente Roberto Fico (entrambi presenti al Premio), fa arrivare il messaggio nelle mani del premier Mario Draghi. Dopo poche settimane la Fip concede la deroga e il TamTam Basket di Castel Volturno potrà disputare i due campionati di Eccellenza.
Sul territorio di Castel Volturno convivono pacificamente ben 90 etnie differenti nonostante la continua lesione di diritti che vivono questi celebri “invisibili” (immigrati da anni sul nostro territorio ma senza regolare permesso di soggiorno).
La fallace organizzazione italiana nel controllare e regolamentare i fenomeni migratori, insiti nella storia dell’uomo, non può ricadere su intere generazioni di giovani che pagano sulla propria pelle una continua lesione di diritti.
Ancora oggi, in Regione Campania, le prestazioni pediatriche non sono garantite ai bambini figli di immigrati irregolari, gettando nell’oblio centinaia di infanti del litorale domitio.
È mortificante vedere come tali lesioni ricadano principalmente su bambini ed adolescenti, come il mancato inserimento della circoncisione, pratica rituale assai diffusa, nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
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N°224 – DICEMBRE 2021
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